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Partinico - Devastata la sede del centro sociale legato ai Comunisti italiani, da ignoti che sono penetrati nei locali forzandone la porta d’ingresso dopo aver distrutto le aiuole della piazzetta antistante.

Partinico – Nella notte tra sabato 10 e domenica 11 marzo, ignoti hanno forzato la porta del centro sociale giovanile legato e adiacente alla sezione locale del Pdci, distruggendo quanto era possibile distruggere: dalle attrezzature tecniche, alle scrivanie, alle stampe e i manifesti appesi alle pareti. La denuncia del raid è stata sporta ai carabinieri dallo stesso segretario provinciale del Partito, Peppino Vitale, che ha anche fatto notare come stessa sorte dell’arredo del centro lo aveva subito un altro arredo, quello urbano-verde della piazzetta dell’Antiche Pescheria sulla quale si affacciano entrambi le sedi e la cui manutenzione – dalla pulizia alla cura delle aiuole – era stata affidata dal Comune di Partinico proprio ai compagni della sezione “Cola Geraci” dei Comunisti italiani. Il Pdci di Partinico, da sempre, è in prima linea nella lotta alla mafia, nella moralizzazione della politica e del sistema degli appalti e nella battaglia per la salute pubblica e la difesa dell’ambiente.

Palermo - «Provvedimenti forti contro i deputati regionali assenteisti» sono stati chiesti dal capogruppo dei Comunisti italiani in Assemblea regionale siciliana, Gioacchino La Corte. 

Palermo – Il presidente del Gruppo parlamentare presso l’Assemblea regionale siciliana, Gioacchino La Corte, ha scritto al presidente dell’Ars, Nicola Cristaldi, chiedendo che vengano presi duri e immediati provvedimenti nei confronti di quei deputati regionali che, sistematicamente e da mesi, disertano le sedute d’Aula e, principalmente, le riunioni delle commissioni legislative che, dei lavori d’Aula, sono propedeutiche. La Corte lamenta, dunque, l’immobilismo di cui soffre la ”Camera bassa” siciliana e imputa gran parte della responsabilità di questo lassismo ai deputati della maggioranza di centrodestra che stanno facendo di tutto perché il documento di programmazione finanziaria e il bilancio vengano approvati soltanto all’ultimo momento. Questo perché, nella compagine governativa, figurano assessori di “puro” centrodestra, dell’Udeur e di Democrazia europea. Quindi, An, Forza Italia e compagnia bella non sono per nulla intenzionati a concedere un ricco portafogli (che la finanziaria procurerebbe) ai loro colleghi assessori d’antoniani, proprio alla vigilia della doppia tornata elettorale: nazionali ad aprile e regionali a giugno prossimi, quando saranno avversari e non più alleati. E questo perché, in politica, due più due fa quasi sempre tre… e i fondi da spendere, vicino alle elezioni, non possono che trasformarsi in sacche di voto. Così la Sicilia - quella fatta di disoccupati, lavoratori precari, dipendenti della Regione sotto varie forme, dipendenti delle compagnie di trasporti, contadini, agricoltori, ecc. – può aspettare. Del resto, come disse Maria Antonietta: «se il popolo non ha pane può sempre mangiare brioches».

Palermo – Il PdCI contro la sgombero del C.S.A Goliardo e per trovare una soluzione politica al problema degli spazi di aggregazione per i giovani.

Il PdCI di Palermo esprime solidarietà ai compagni del Centro Sociale Goliardo sgomberato dalla Polizia Riteniamo infatti che i centri sociali rappresentino in tutta l’Italia, delle esperienze positive di aggregazione giovanile e nuove forme di coinvolgimento dei giovani nella politica. Il Goliardo era diventato per tanti giovani un luogo di incontro e dibattito, dove la politica e il coinvolgimento del territorio su grandi tematiche avveniva in forme originali. Per questo, riteniamo che se qualcuno oppone la necessità che lo stabile sia restituito ai loro legittimi proprietari noi opponiamo la necessità che si diano ai giovani spazi di aggregazione dove i ragazzi possano esprimersi liberamente senza censure e condizionamenti di chicchessia. Bisogna, quindi, che il Comune di Palermo trovi un luogo alternativo - se il palazzo all’Università a piazza Marina non fosse più disponibile, - in modo da permettere che esperienze importanti come quella del Goliardo non vadano perse e che i ragazzi possano liberamente continuare a fare politica senza la preoccupazione e la minaccia di altri sgomberi.

Gruppo Comunista all’Ars – Presentato un ordine del giorno sulla questione mediorientale, al fine di dare un contributo concreto alla lotta per l’indipendenza del popolo palestinese.

Il mancato rispetto da parte di Israele delle risoluzioni dell'ONU e degli accordi di pace è alla base della crisi attuale che rischia di incendiare tutto il medio oriente. Riconoscere oggi la necessita di giungere al più presto alla nascita formale dello stato di Palestina è fondamentale per far riprendere il processo di Pace per questo continueremo a batterci perché l'Italia sia pronta a riconoscere lo stato palestinese nel momento in cui sarà proclamato. Vanno attivate tutte le iniziative diplomatiche e politiche che possano contribuire a riprendere il cammino di pace. E' indispensabile in questo momento che i rappresentanti italiani alle Nazioni Unite si impegnino nelle sessioni dell'assemblea generale dell'ONU in corso in questi giorni affinché l'organismo internazionale invii in Palestina una forza di pace di interposizione per mettere fine alle uccisioni della popolazione civile palestinese. La lunga catena di violenze in Palestina non accenna infatti a placarsi. Nonostante i ripetuti appelli giunti dalle forze palestinesi e dagli ambienti più responsabili israeliani il governo di Israele non accetta che le Nazioni unite svolgano un ruolo di mediazione in questa fase delicatissima. I Comunisti italiani, che da settimane indicano il riconoscimento dello stato di Palestina come il solo passo che può garantire i diritti dei palestinesi, ritengono che per far tacere le armi occorre che l'ONU si adoperi attivamente per far rispettare i suoi principi e le sue risoluzioni. In questo senso riteniamo che sia un passo ineludibile ed urgente l'invio di una forza di interposizione in grado di garantire la popolazione civile e la costituzione di una commissione d'inchiesta internazionale che individui le responsabilità su quanto avvenuto in queste settimane. Le elezioni del 6 febbraio 2001 hanno visto la vittoria di Ariel Sharon, rappresentante dell’ala dura del Likud, referente degli ambienti più reazionari del popolo israeliano. È stato proprio Sharon l’artefice dell’inizio degli scontri di questa nuova intifada dopo la proterva «passeggiata » alla spianata delle moschee inoltre Sharon è ben conosciuto negli ambienti internazionali per l’ostracismo da sempre dimostrato verso le legittime rivendicazioni del popolo palestinese e per essere stato individuato come uno dei responsabili della strage nei campi profughi di Sabra e Chatila durante l’invasione del Libano e sempre in prima linea nelle repressioni violente contro il popolo arabo. Per questi motivi il Gruppo Parlamentare Comunista all’Ars ha presentato un o.d.g. per impegnare il governo regionale a esercitare tutte le pressioni necessarie sul Governo nazionale, affinché quest’ultimo, sia pronto a riconoscere al più presto lo stato palestinese nel momento in cui sarà proclamato, ad attivare tutte le iniziative diplomatiche e politiche che possano contribuire a riprendere il cammino di pace e perché si esercitino tutte le pressioni necessarie sul Governo nazionale perché i rappresentanti alle Nazioni Unite si impegnino nelle sessioni dell’assemblea generale dell’Onu affinché l’organismo internazionale invii in Palestina una forza di pace di interposizione per mettere fine al genocidio della popolazione palestinese.