MOZIONI
Le mozioni riportate in grassetto, sono state presentate direttamente dai deputati del Gruppo comunista, dove risultano come primi firmatari, e qui di seguito sono riprodotte integralmente, mentre quelle in corsivo sono mozioni presentate da deputati di altri gruppi parlamentari e dove i parlamentari regionali del PdCI sono cofirmatari. Per quest’ultime è riprodotta solo l’intestazione.
![]()
N.
276 – Interventi presso il Governo nazionale al fine di manifestare la viva
preoccupazione del popolo siciliano per l’attacco militare USA in Iraq.
N.
299 – Misure urgenti in favore del tessuto produttivo agricolo, degli
agricoltori e dei braccianti delle provincie siciliane colpite dal maltempo dei
giorni scorsi.
N.
369 – Interventi presso il governo nazionale per garantire la permanenza
dell’Imesi all’interno del gruppo Ansaldo – Breda.
N.
363 – Adesione della Regione siciliana all’iniziativa dell’ONU per la
moratoria delle esecuzioni contro la pena di morte sostenuta dall’associazione
“Nessuno tocchi Caino” e adesione all’attività della stessa Associazione.
N.
371 – Opportuni interventi per garantire il mantenimento dell’ordine
pubblico ed attuare una adeguata politica d’intervento nei confronti della
criminalità mafiosa a Monreale.
N.
386 – Piena applicazione dell’art. 4 della legge regionale n. 22 del 1993 in
merito alla corresponsione di contributi per danni arrecati da una frana a
Tremonti – Ritiro (ME).
N.
409 – Interventi in favore della piena attuazione del servizio del “118”.
N.
413 – Interventi volti ad impedire l’emanazione di provvedimenti di
esproprio di aree ricompresse nella zona della Valle dei Templi di Agrigento.
N.
427 – Interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza smaltimento rifiuti
solidi urbani.
N.
454 - Iniziative, a livello centrale, per la riforma del sistema carcerario in
funzione della tutela dei diritti del detenuto.
N.
473 – Sfiducia nei confronti dell’Assessore per il turismo, le comunicazioni
ed i trasporti.
N. 276 –
Interventi presso il Governo nazionale al fine di manifestare la viva
preoccupazione del popolo siciliano per l’attacco militare USA in Iraq.
PREMESSO che:
- nella notte tra il 16 e il 17
dicembre 1998 ha
avuto inizio un massiccio
bombardamento del
territorio iracheno e della sua
capitale ad opera
delle forze armate statunitensi
appoggiate da quelle
della Gran Bretagna;
- questa iniziativa è stata
assunta all'insaputa del
Consiglio di sicurezza delle
Nazioni Unite, durante
una riunione dello stesso dedicata
alla discussione
del problema iracheno;
- già dalle prime notizie si
apprende che è stata
colpita la popolazione civile e, a
quanto pare,
persino un centro abitato di una
nazione confinante;
- importanti settori del Congresso
americano, per la
prima volta, hanno apertamente
denunciato la
strumentalità dell'intervento
militare a fini di
politica interna, per sbloccare le
procedure di
'impeachement' nei confronti del
Presidente Clinton;
- viva amarezza per l'iniziativa
militare è stata
espressa dal Segretario generale
dell'ONU e forti
perplessità cominciano ad essere
manifestate da
importanti Governi europei;
CONSIDERATO
che:
- l'articolo 11 della Costituzione
italiana ripudia
l'uso della guerra come mezzo di
soluzione delle
controversie internazionali;
- un'azione militare di questa
gravità costituisce
elemento di destabilizzazione
dell'area mediterranea
nella quale la Sicilia deve
svolgere un ruolo
fondamentale di pace e di
cooperazione
internazionale;
- questo atto può alimentare la
spirale violenta
degli integralismi e dei
fondamentalismi, mettendo a
rischio gli stessi precari
risultati raggiunti nel
processo di pace tra Israele e
Palestina e
nell'intera area mediorientale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a farsi interprete presso il
Governo nazionale
della viva preoccupazione del
popolo siciliano per
questa iniziativa militare;
- ad impedire un uso indiscriminato
delle basi
militari presenti in Sicilia e in
Italia che non sia
espressamente autorizzato dal
Consiglio di sicurezza
dell'ONU;
- ad assumere tutte le inziative
necessarie,
soprattutto in sede europea, per
riportare la pace
in quella tormentata regione;
- a non assumere alcuna iniziativa
che coinvolga il
nostro Paese in contrasto o in
assenza di ogni
preventiva decisione del Consiglio
di sicurezza
dell'ONU.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
N. 299 –
Misure urgenti in favore del tessuto produttivo agricolo, degli agricoltori e
dei braccianti delle provincie siciliane colpite dal maltempo dei giorni scorsi.
-
nei giorni 30 e 31 gennaio, e 1 febbraio 1999,
nubifragi, grandinate, nevicate e
temperature non
usualmente basse, fino a superare i
limiti del gelo,
si sono abbattuti sulla Sicilia
provocando
irreparabili danni alle colture a
pieno campo e di
serra, in tutta l'Isola e,
particolarmente, nelle
zone agricole delle province di
Siracusa (Cassibile,
Pachino, Portopalo di Capo Passero,
Noto, Avola,
ecc.), di Ragusa (Vittoria, Ispica,
Pozzallo, Donna
Lucata, Acate, Comiso, ecc.), di
Caltanissetta
(Gela, ecc.) e di Agrigento (Butera,
Licata, Palma
di Montechiaro, S. Croce
Camerina,ecc.);
- il maltempo ha colpito dal 70 al
90 per cento
dell'intera produzione regionale;
- i danni, che ammontano, secondo
una prima stima, a
diverse centinaia di miliardi di
lire, riguardano
comprensori la cui primaria fonte
produttiva è
quella agricola;
- oltre alle produzioni di primizie
in serra e a
pieno campo, sono state colpite
anche le colture
d'agrumi delle zone di Lentini,
Carlentini,
Francofonte e Floridia;
- l'economia locale delle zone
danneggiate subirà
una paralisi di almeno tre mesi,
coincidenti con il
periodo di punta dei mercati
agricoli a ciò
interessati;
- particolarmente colpita è anche
la categoria dei
braccianti che ha, così, perduto
ogni speranza di
occupazione lavorativa per l'intera
annata;
RITENUTO che
per
l'entità dei danni che si ripercuoteranno
anche su un futuro immediato,
l'evento rientra nel
novero delle calamità naturali;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a riconoscere lo stato di calamità
naturale nelle
succitate province e ad attivarsi
presso il Governo
nazionale perché anche questi
riconosca lo stato di
calamità naturale e operi di
conseguenza attraverso
il dicastero delle Risorse
agricole;
- a verificare tempestivamente
l'entità dei danni e
a predisporre, in tempi brevissimi,
un piano di
intervento che comprenda anche un
Fondo
straordinario per l'aiuto ai
braccianti rimasti
senza occupazione e agli
agricoltori danneggiati,
considerando, quando è possibile,
una nuova opera di
reimpianto delle colture distrutte.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
N. 369 –
Interventi presso il governo nazionale per garantire la permanenza dell’Imesi
all’interno del gruppo Ansaldo – Breda.
PREMESSO che:
- nei giorni 30 e 31 gennaio, e 1
febbraio 1999,
nubifragi, grandinate, nevicate e
temperature non
usualmente basse, fino a superare i
limiti del gelo,
si sono abbattuti sulla Sicilia
provocando
irreparabili danni alle colture a
pieno campo e di
serra, in tutta l'Isola e,
particolarmente, nelle
zone agricole delle province di
Siracusa (Cassibile,
Pachino, Portopalo di Capo Passero,
Noto, Avola,
ecc.), di Ragusa (Vittoria, Ispica,
Pozzallo, Donna
Lucata, Acate, Comiso, ecc.), di
Caltanissetta
(Gela, ecc.) e di Agrigento (Butera,
Licata, Palma
di Montechiaro, S. Croce
Camerina,ecc.);
- il maltempo ha colpito dal 70 al
90 per cento
dell'intera produzione regionale;
- i danni, che ammontano, secondo
una prima stima, a
diverse centinaia di miliardi di
lire, riguardano
comprensori la cui primaria fonte
produttiva è
quella agricola;
- oltre alle produzioni di primizie
in serra e a
pieno campo, sono state colpite
anche le colture
d'agrumi delle zone di Lentini,
Carlentini,
Francofonte e Floridia;
- l'economia locale delle zone
danneggiate subirà
una paralisi di almeno tre mesi,
coincidenti con il
periodo di punta dei mercati
agricoli a ciò
interessati;
- particolarmente colpita è anche
la categoria dei
braccianti che ha, così, perduto
ogni speranza di
occupazione lavorativa per l'intera
annata;
RITENUTO che
-
per l'entità dei danni che si ripercuoteranno
anche su un futuro immediato,
l'evento rientra nel
novero delle calamità naturali;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a riconoscere lo stato di calamità
naturale nelle
succitate province e ad attivarsi
presso il Governo
nazionale perché anche questi
riconosca lo stato di
calamità naturale e operi di
conseguenza attraverso
il dicastero delle Risorse
agricole;
- a verificare tempestivamente
l'entità dei danni e
a predisporre, in tempi brevissimi,
un piano di
intervento che comprenda anche un
Fondo
straordinario per l'aiuto ai
braccianti rimasti
senza occupazione e agli
agricoltori danneggiati,
considerando, quando è possibile,
una nuova opera di
reimpianto delle colture distrutte.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
N. 454 -
Iniziative, a livello centrale, per la riforma del sistema carcerario in
funzione della tutela dei diritti del detenuto.
PREMESSO che:
- da notizie apprese dalla stampa,
il primo maggio,
presso l'ospedale Paternò Arezzo
di Ragusa, è morta
Giovanna Franzò a seguito di un
ascesso dentario
degenerato in mediastinite
necrotizzante;
- la donna si trovava da pochi mesi
detenuta presso
la casa circondariale di contrada
Pendente a Ragusa,
dopo essere stata condannata per
scippo;
- ai primi sintomi dell'ascesso, la
direzione del
carcere, invece che permettere la
prestazione delle
cure adeguate al caso, ha
sottovalutato le possibili
complicanze , nonostante la
detenuta presentasse già
i segni di un'infezione galoppante
che le impediva
di nutrirsi e addirittura di
parlare;
- sarebbe stato impedito alla donna
di assumere, a
proprie spese, i farmaci necessari;
- soltanto di fronte a sintomi
ancora più gravi, è
stato disposto il ricovero e il
successivo
intervento chirurgico che non è,
però, valso a
salvarle la vita;
- per l'incuria in cui la donna è
stata lasciata, un
banale mal di denti si è
trasformato in una
tragedia;
- l'episodio denota la scarsa
attenzione ai diritti
umani del detenuto , tra cui il
diritto fondamentale
e imprescindibile alla salute, e
l'insipiente
gestione del carcere ragusano;
- la vicenda non costituisce fatto
isolato nel
panorama carcerario nazionale;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a farsi promotore, presso il
Governo nazionale, di
un'iniziativa di riforma del
sistema carcerario in
funzione di una maggiore tutela del
detenuto;
- a intervenire presso il Ministero
di Grazia e
Giustizia perchè rapidamente
disponga un'ispezione
che accerti le responsabilità, a
tutti i livelli, e
assuma i provvedimenti opportuni.
![]()