INTERROGAZIONI

da 3696 a 4319

N. 3696 - Delucidazioni in merito alla destinazione del finanziamento pubblico concesso alla ditta “Miraglia”.

N. 3794 - affidamento della gestione del numero verde per la prenotazione mediche da parte della Asl n. 3 di Catania.

N. 3804 - delucidazioni in merito al conferimento della delega per i lavori pubblici da parte del sindaco di Capizzi (ME).

N. 3805 - annullamento delle delibere di nomina dei componenti dei consigli di amministrazione dell’Asac e della Promo - Catania.

N. 3806 - Rimozione dei vertici della Ausl n. 6 di Palermo.

N. 3923 - Opportuni provvedimenti per rimuovere le irregolarità commesse in seno all’Amministrazione comunale di Capizzi.

N. 3934 - Notizie in merito ai contributi erogati all’Associazione cristiana lavorativi italiani (Acli) e sulla loro destinazione.

N. 3935 - Rinnovo del consiglio di amministrazione della Cassa regionale per il credito agli artigiani (Crias).

N. 3953 - Delucidazioni in merito alla composizione transattivi di vertenze di lavoro intercorse tra la Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane (Crias) e il direttore generale dell’ente.

N. 3954 - Provvedimenti per il risarcimento dei danni arrecati da una violenta tromba d’aria ad alcuni stabilimenti della zona di Belpasso (CT).

N. 4033 - Notizie sul procedimento di trasformazione in società per azionidi enti ed aziende regionali.

N. 4049 - Opportune iniziative in merito all’ampliamento della circoscrizione territoriale dell’Autorità portuale di Catania.

N. 4072 - Notizie circa il ruolo svolto dall’Assessore per il turismo nella costituzione dell’associazione di autotrasportatori denominata AIAS.

N. 4082 - Provvedimenti urgenti per ripristinare la legalità presso il Comune di San Giovanni La Punta (CT).

N. 4101 - Informazioni sull’operato della Soprintendenza per i beni culturali di Catania in merito alla realizzazione di insediamenti abitativi nel comune di s. Gregorio.

N. 4100 - Provvedimenti relativi all’Amministrazione comunale di Santa Flavia (PA).

N. 4113 - Notizie sulla gestione della casa di riposo “Raimondo Perez” di Santa Flavia (PA).

N. 4114 - Invio di altro Commissario ad acta ed ispezione amministrativa presso il comune di Capizzi (ME).

N. 4133 - Indagine conoscitiva sul funzionamento della commissione edilizia del Comune di Capizzi (ME).

N. 4140 - Provvedimenti in merito al trasferimento ad altro incarico del comandante del Corpo di Polizia municipale del comune di Capizzi (ME).

N. 4143 - Notizie sulla gestione della casa di riposo “Raimondo Perez” di Santa Flavia (PA).

N. 4157 - Pagamento degli stipendi dovuti ai forestali delle squadre S.A.B. della provincia di Caltanissetta.

N. 4159 - Notizie sullo stato del procedimento di soppressione delle aziende di soggiorno e turismo.

N. 4219 - soluzione delle problematiche sanitarie della provincia di Siracusa.

N. 4220 - Provvedimenti urgenti per fronteggiare i danni provocati dalla tromba d’aria del 25 dicembre 2000 nelle campagne gelesi.

N. 4253 - Completamento dei lavori di restauro della chiesa Beata Vergine del Monte Carmelo di Gela.

N. 4289 - Prosecuzione dell’iter di realizzazione della struttura interportuale di Catania.

N. 4290 - Invio di commissario straordinario presso la C.C.I.A.A. di Catania.

N. 4302 - Chiarimenti in ordine al parere recentemente reso dal prof. Avv. Vincenzo Caianello su alcuni quesiti di natura costituzionale.

N. 4317 - Motivi del mancato avvio dell’ispezione presso l’Ausl di Catania, circa i trasferimenti di medici del servizio di Medicina generale.

N. 4318 - Notizie sull’esito dell’ispezione presso l’Ausl 3 di Catania, circa i trasferimenti di medici del servizio di medicina generale.

N. 4319 - Ispezione presso il comune di Acireale circa i fatti denunciati nella relazione annuale del Difensore civico.

N. 3696 - Delucidazioni in merito alla destinazione del finanziamento pubblico concesso alla ditta “Miraglia”.

Al Presidente della Regione e All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e l’emigrazione

premesso che:

- a seguito dell'assassinio dell'imprenditore
palermitano Libero Grassi, avvenuto il 29 agosto 1991,
dopo i reiterati rifiuti di cedere al racket mafioso
delle estorsioni, la sua azienda di confezione di
biancheria intima per uomo, la 'SIGMA', era stata
acquisita da una nuova società denominata Dali e
appositamente costituita con il concorso della Gepi (95
per cento di capitale pubblico, dunque, e 5 per cento di
capitale privato a carico di Alice e Davide Grassi,
figli dell'imprenditore assassinato);

- nel 1996, la DALI ha ceduto l'intero pacchetto
azionario alla ditta 'Miraglia' che, in cambio di un
finanziamento pubblico di 6,5 miliardi di lire si
impegnava al mantenimento dei livelli occupazionali per
47 unità lavorative per un triennio, a partire dal
gennaio 1997: le restanti 30 unità venivano collocate in
mobilità;

- nelle more dell'avvio al lavoro, il personale
dipendente era posto in cassa integrazione ma, solo nel
luglio 1998, quindi dopo 5 anni di Cassa integrazione
guadagni e con oltre un anno e mezzo di ritardo, i
lavoratori hanno preso servizio per una prestazione
giornaliera di 8 ore;

- insieme con il finanziamento pubblico, alla ditta
'Miraglia' veniva concesso un capannone da ristrutturare
nel territorio del Comune di Carini (prov. di Palermo),
destinato ad ospitare i lavoratori ex SIGMA e la
relativa linea di produzione;

- i lavori di ristrutturazione del capannone venivano
effettuati con grande ritardo, costringendo i lavoratori
ex SIGMA a operare, nel frattempo, in uno spazio idoneo
e privo dei fondamentali requisiti igienici;

- la piena operatività dei locali di Carini non si è
mai attuata, se non per soli 15 giorni, e il capannone
attualmente viene utilizzato prevalentemente per
finalità commerciali proprie della ditta che nulla hanno
a che vedere con la destinazione originaria;

- i diritti sindacali non sono sempre stati attesi
dalla ditta; fra l'altro, gli stipendi sono sempre stati
pagati con forti ritardi e, tuttora, i lavoratori sono
in attesa di mensilità arretrate;

- all'approssimarsi della scadenza del triennio, la
ditta cominciava a lamentare una flessione negli affari
dovuta, a suo dire, alla carenza di commissioni; nella
realtà dei fatti, aveva semplicemente spostato una linea
produttiva all'estero, per usufruire di manodopera a
basso costo, di converso bloccando possibilità di
sviluppo produttivo all'azienda palermitana;

- - logica conseguenza, di quanto esposto era il
licenziamento di 35 operai tra i 47 dell'ex SIGMA,
avvenuto nel gennaio 2000;

considerato che:

- il finanziamento pubblico mirava alla salvaguardia
dei posti di lavoro e dell'operatività di un'azienda
simbolo del riscatto dal potere mafioso e non era di
certo finalizzato al sostegno economico di una ditta la
'Miraglia', peraltro già florida;

- la ditta 'Miraglia', in sede di accordo con la
Gepi, aveva garantito il rilancio economico e produttivo
della manifattura e non soltanto il mantenimento dei
posti di lavoro entro il triennio;

- in questi tre anni, la ditta 'Miraglia non ha fatto
nulla per raggiungere tale obiettivo, a fronte di un
cospicuo finanziamento pubblico del quale ha ampiamente
beneficiato senza trasformarlo in reale volano di
sviluppo; grave appare, a tal proposito, la pervicace
volontà di sottrarre il lavoro alla sua sede naturale e
trasferirlo all'estero pur di ridurre i costi;

- la vicenda rischia di inquadrarsi nell'ormai
consueto schema di ricatto occupazionale con l'unico
scopo di ottenere o incrementare contributi pubblici;

per sapere:

- se si intenda appurare come sia stato utilizzato il
finanziamento di 6,5 miliardi di lire concesso alla
ditta 'Miraglia';

- quali criteri abbiano informato la scelta della
Gepi, caduta sulla ditta 'Miraglia';

- se si intenda prendere visione del contratto
Gepi-Miraglia e del piano produttivo presentato all'uopo
della ditta 'Miraglia';

- se si intenda appurare secondo quali diritti, la
ditta 'Miraglia', continua a usare il padiglione di
Carini, anche dopo il licenziamento di quasi tutto il
personale ex Sigma.

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N. 3794 - affidamento della gestione del numero verde per la prenotazione mediche da parte della Asl n. 3 di Catania.

 

All’Assessore per la Sanità,

 

per sapere:

 

- se risponde al vero che la ASL 3 di Catania ha affidato alla “Radiocall”, azienda avente sede a Brolo, la gestione del numero verde per le prenotazioni mediche per una spesa di £. 400 milioni mensili;

- se l’affidamento del servizio è stato effettuato a seguito di gara pubblica;

- chi sono i soci o titolari dell’azienda;

- se risponde al vero che la cooperativa “Forze Nuove” di Bagheria è l’unico ente a gestire l’assistenza domiciliare della ASL 3 di Catania e quale procedimento amministrativo è stato adottato per l’affidamento del servizio.

 

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N. 3804 - delucidazioni in merito al conferimento della delega per i lavori pubblici da parte del sindaco di Capizzi (ME).

 

All’Assessore per gli Enti Locali,

 

premesso che:

 

- il sindaco di Capizzi, comune della provincia di Messina, a seguito di rimpasto della Giunta comunale, ha nominato assessore il sig. Testa Camillo Giuseppe, conferendogli la delega per i lavori pubblici, nonostante lo stesso sia stato raggiunto da “avviso orale” da parte della Questura di Messina;

 

per sapere

 

- quali determinazioni intende adottare in relazione al caso descritto in premessa.

 

 

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N. 3805 - annullamento delle delibere di nomina dei componenti dei consigli di amministrazione dell’Asac e della Promo - Catania.

 

All’Assessore per la Cooperazione,

 

premesso che:

 

- con le interrogazioni n.3306, 3534 e 3542, questo Gruppo parlamentare ha descritto con dovizia di particolari la vicenda che ruota intorno alla gestione dell’aeroporto di Catania Fontanarossa, a partire dall’irregolare permanenza in vita dell’ASAC, fino alla costituzione della SAC e della SAC SERVIZI;

- i predetti atti ispettivi non hanno ricevuto alcun riscontro, sebbene denunciassero gravissime irregolarità, che perdurano tuttora, e la grave situazione di conflitto di interesse in atto presente tra i membri del consiglio di amministrazione dell’ASAC che rivestono anche la carica di consiglieri nella società controllata SAC;

- si è protratta per anni, dunque, una situazione del tutto anomala nella quale coincidono le posizioni del controllore e del controllato senza alcuna garanzia di gestione trasparente delle attività di competenza, che le stesse società svolgono in rappresentanza di enti pubblici;

- da ultimo, sembra che il conflitto esistente tra la Camera di Commercio di Catania e l’ASAC si sia ricomposto (prova ne sia il ritiro del ricorso al TAR presentato dall’ente camerale per l’annullamento della delibera di aumento di capitale SAC) generando un patto di spartizione consociativo delle nomine del nuovo consiglio di amministrazione dell’ASAC;

- infatti, la Giunta camerale, nonostante sia un organo in scadenza e quindi delegittimato, nelle sedute del 4 aprile e dell’8 maggio, ha proceduto alle nomine dei propri rappresentanti nei consigli di amministrazione dell’ASAC e della PromoCatania, nel falso presupposto della indifferibilità ed urgenza dell’atto;

- le nomine sono state effettuate con la partecipazione al voto di uno dei nominati, già consigliere della SAC e di altri tre componenti, a loro volta consiglieri della SAC e della SAC SERVIZI;

- illegittimamente, dunque, è stato usurpato alla nominanda Giunta camerale il diritto ad effettuare le nomine di propria competenza ponendola di fronte al fatto compiuto e consolidando una maggioranza che difficilmente avrebbe potuto essere avallata dalla nuova Giunta;

- la Camera di Commercio di Catania ha agito in aperto contrasto con le note nn. 717 del 27 marzo e 1046 del 5 maggio inviate dall’Assessore per la Cooperazione che disponevano: “considerato che i principi generali dell’ordinamento limitano all’attività ordinaria i poteri spettanti agli organi di amministrazione operanti in regime di prorogatio, si rivolge formale invito ad astenersi dal porre in essere atti che non abbiano il requisito dell’urgenza e dell’indifferibilità. Quanto precede assume particolare rilievo per l’imminenza dell’insediamento dei nuovi organi camerali cui occorre garantire, nella misura massima possibile, che le decisioni che producono effetti di lunga durata e che comunque costituiscono riferimenti chiave e condizionamenti dell’attività futura, siano demandate alle scelte dei rinnovati organi statutari”;

- è palese che l’intera operazione è diretta ad evitare la “morte” dell’ASAC, ente ormai inutile in quanto l’intera azienda e la concessione del Ministero dei Trasporti della gestione dell’aerostazione sono state trasferite in capo alla SAC, e pertanto non svolge alcuna attività se non quella di gestire il pacchetto azionario della SAC in qualità di unico socio;

- considerato che gli organi amministrativi dell’ASAC sono composti dalle stesse persone che amministrano la SAC, il mantenimento in vita del primo ente non ha altra funzione che quella di concentrare in poche mani la gestione dei servizi aeroportuali fungendo da filtro rispetto agli enti pubblici soci che non hanno alcun rapporto diretto con la SAC; peraltro, forti appetiti si sono risvegliati in vista della privatizzazione del 40% del capitale SAC;

 

per sapere:

 

- se non ritiene che le delibere di nomina dei componenti dei consigli di amministrazione dell’ASAC e della PromoCatania di recente effettuate dalla Camera di Commercio di Catania debbano essere annullate per consentire alla nuova Giunta camerale di decidere nella pienezza dei poteri;

- quali iniziative intende intraprendere per avviare la liquidazione dell’ASAC.

 

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N. 3806 - Rimozione dei vertici della Ausl n. 6 di Palermo

 

All’Assessore per la Sanità,

 

premesso che:

 

- l’AUSL 6 di Palermo è l’azienda sanitaria più vasta d’Italia: un bilancio di 1.400 miliardi, 7000 dipendenti, 12 ospedali, 200 presidi territoriali, 1.200.000 cittadini assistiti, 88 comuni presenti nel territorio;

- una struttura così imponente richiederebbe una rigorosa programmazione degli interventi per ottimizzare le risorse economiche a vantaggio degli utenti;

- in realtà, numerose anomalie e disfunzioni continuano a impedire un corretto funzionamento dell’azienda che registra un disavanzo di circa 300 miliardi per l’anno 1998;

- i conti consuntivi per gli anni 1996, 1997, 1998 non sono mai stati approvati; dalla lettura dei verbali del Collegio dei Revisori dei conti si rilevano ricorrenti irregolarità contabili che hanno indotto lo stesso Collegio a inviare gli atti alla Procura della Corte dei Conti;

- nel verbale 13/99, il Collegio afferma che “i criteri seguiti nella formulazione del bilancio preventivo per l’esercizio finanziario 1999 non corrispondono a canoni tecnici e contabili, oltre che deontologici, cui devono attenersi i dirigenti responsabili chiamati a formulare il documento contabile in parola”;

- a conferma di tale pesante giudizio, il Collegio elenca con puntualità una serie di rilievi: assenza di atti deliberativi per impegni di spesa inseriti nei residui passivi, capitoli di spesa non correttamente determinati e quindi inattendibili, mancata applicazione delle norme che impongono bilanci di tipo economico, drastiche riduzioni di stanziamenti senza che venga addotta alcuna motivazione e, di converso, incrementi talora notevoli ma sempre non dimostrati; a detta del Collegio, la contrazione di capitoli di spesa strategici non sarebbe formulata sulle basi di programmi ma strumentalmente utilizzata dall’Azienda per ottenere dalla regione ulteriori finanziamenti;

- infine, il Collegio dei revisori stigmatizza la mancata programmazione della spesa per forniture di beni e servizi, il mancato avvio della contabilità analitica per centri di costo, l’incontrollato livello del contenzioso, l’eccessivo ricorso alle locazioni a fronte dell’assente monitoraggio della gestione degli immobili di proprietà;

- ne risulta, pertanto, una gestione a ruota libera ben lontana dal raggiungimento degli obiettivi di efficienza e di contenimento della spesa sanitaria,che continua a lievitare, specialmente nei settori dei farmaci e delle convenzioni esterne;

- alle irregolarità contabili sopra elencate va aggiunto il continuo ricorso a consulenze esterne non sempre giustificate da obiettive necessità, lo scadimento complessivo del servizio reso all’utenza, l’irrazionale gestione delle risorse umane legata alla mancata riqualificazione della pianta organica;

- importanti obiettivi strategici sono stati del tutto disattesi: non risulta attivato il polo pediatrico, il polo riabilitativo, perdura lo stato di incertezza relativo all’ospedale palermitano Guadagna;

- particolarmente carente è l’assistenza nel territorio per la mancata razionalizzazione dell’attività dei poliambulatori, e per la mancata istituzione del Dipartimento di prevenzione, mentre la carenza di personale amministrativo rende difficoltosa l’attività dei distretti;

 

 

per sapere:

 

- se non ritiene indispensabile procedere alla rimozione dei vertici della ASL 6 di Palermo.

 

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N. 3923 - Opportuni provvedimenti per rimuovere le irregolarità commesse in seno all’Amministrazione comunale di Capizzi.

All’Assessore per gli Enti Locali,

premesso che:

- Il Consiglio comunale di Capizzi (ME) bocciava, nella seduta del 3.5.00, la proposta di bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2000 elaborata dalla Giunta municipale;

- con D.A. 547/VII del 15.5.00, l’Assessore per gli Enti locali nominava un commissario ad acta per l’approvazione dello strumento finanziario;

- appena insediatosi, il commissario, dott. Antonino Lo Savio, indiceva una nuova sessione di bilancio convocando la seduta del consiglio comunale per la sua approvazione; contestualmente presentava un nuovo elaborato che si rifaceva a quello già bocciato dal Consiglio;

- nell’avviso di convocazione, il commissario ometteva di assegnare ai Consiglieri comunali il termine previsto dal Regolamento comunale di contabilità per la presentazione degli emendamenti, nella arbitraria presunzione che tali termini fossero stati già assegnati in occasione della prima trattazione del bilancio; ciò contrastava, tuttavia, col fatto che lo stesso commissario aveva qualificato la sessione di bilancio come “nuova” e pertanto ai consiglieri spettava non una mera presa d’atto ma il diritto ad emendare il testo;

- la nota assessoriale 1568/GAB del 19.6.00, rivolta al Presidente del Consiglio comunale, al Sindaco e al Commissario ad acta ha sottolineato infatti: “la sessione del Consiglio comunale … convocata dal Commissario ad acta per il 26.5.00, deve considerarsi una nuova sessione completamente autonoma rispetto le precedenti che hanno interessato il consiglio comunale in merito al medesimo ordine del giorno. Pertanto, i consiglieri comunali, nella predetta sessione, hanno pieni poteri di espletare le loro prerogative in merito al diritto-dovere di presentare emendamenti sul bilancio proposto e di esprimere il relativo diritto-dovere di voto”;

- ancor prima di tale nota, alcuni consiglieri avevano presentato emendamenti al bilancio sui quali, però, il Segretario comunale esprimeva parere contrario di legittimità, unitamente al responsabile dell’area contabile che esprimeva parere contrario sotto il profilo della regolarità contabile e di copertura finanziaria; entrambi i pareri sembrano sprovvisti di fondamento: il primo perché sembrava rifarsi alla interpretazione censurata dall’Assessore nella nota suddetta, e il secondo in quanto non motivato in alcun modo;

- disattendendo l’indirizzo assessoriale, il Presidente del Consiglio comunale vietava la votazione degli emendamenti proposti e di una mozione contenente la proposta di approvazione del bilancio in discussione, degli emendamenti presentati nonché l’inserimento nel corpo della deliberazione di rilievi e censure relativi all’iter fino ad allora seguito;

- peraltro, l’elaborato presentato dal Commissario ad acta mancava del parere del revisore dei conti previsto dal D.Lgs. 77/95 a pena di nullità;

- a nulla sono servite le reiterate proteste dei consiglieri circa l’arbitraria conduzione dei lavori, che di fatto aveva impedito l’utile prosecuzione dei lavori del consiglio e il democratico esercizio delle prerogative istituzionali dei consiglieri;

- in sostanza, il tentativo portato avanti dal commissario ad acta con la collaborazione del Segretario comunale e del Presidente del Consiglio è stato quello di impedire che il Consiglio approvasse il documento finanziario entro il termine di trenta giorni dalla convocazione affinché si pervenisse ad una deliberazione commissariale che giustificasse la richiesta di scioglimento dello stesso Consiglio comunale;

- e difatti, nonostante in numerose sedute la maggioranza dei consiglieri chiedessero che si passasse al voto, ciò non è mai avvenuto e il Commissario ad acta, con deliberazione n. 1/2000 del 29.6.00 in sostituzione del Consiglio comunale approvava il bilancio e proponeva lo scioglimento del consiglio;

- l’intera vicenda rileva la pervicace volontà di esautorare il Consiglio e i consiglieri delle funzioni istituzionali, al fine pervenire all’approvazione del bilancio così come concepito dal Sindaco e senza alcuna modifica e ciò per la necessità di sanare le irregolarità provenienti dall’operato del Sindaco circa la destinazione di un mutuo di oltre un miliardo contratto per la costruzione del mattatoio comunale; uno degli emendamente proposti e mai votati riguardava proprio la destinazione di tale somma;

- il debito era stato contratto con la Cassa DD.PP. nel 1990; tuttavia, per la mancanza del Piano regolatore generale, l’opera non si è mai potuta realizzare; pertanto, la somma era stata riportata di anno in anno nel bilancio alla voce dei residui attivi;

- da ultimo il Sindaco, nel tentativo di reperire risorse finanziarie, aveva proposto al Consiglio la devoluzione del mutuo per la realizzazione di altre opere; la proposta veniva bocciata dal Consiglio; il Sindaco, con illegittima delibera di giunta, disponeva la devoluzione dell’importo;

- tale delibera di giunta veniva approvata dall’organo tutorio dopo che il Sindaco, nel rispondere alla richiesta di chiarimenti avanzata dal CO.RE.CO. con la nota n. 8130 del 29.12.99, affermava che “il Consiglio comunale, con deliberazione n. 33 del 13.8.99 ha approvato il programma dei lavori pubblici da finanziare con la devoluzione dell’importo residuale inerente il mutuo per la costruzione del mattatoio”; in realtà, la delibera richiamata dal Sindaco a supporto riguardava in effetti il programma di lavori pubblici ma nulla diceva circa il mutuo in questione; pertanto, l’approvazione da parte del CO.RE.CO. è avvenuto sulla base di un presupposto erroneo;

- per sanare gli illeciti e scongiurare le conseguenze del falso commesso, il sindaco formulava una manovra di bilancio che prevedeva l’iscrizione della somma relativa al muto nella competenza delle “entrate” e inserisce nella relazione programmatica allegata al bilancio la norma che demanda alla competenza della Giunta l’assunzione diretta dei mutui;

- il progetto di bilancio proposto dal Commissario ad acta era sostanzialmente identico a quello precedentemente presentato dal Sindaco e già bocciato dal Consiglio comunale;

- l’opposizione dei consiglieri e la presentazione degli emendamenti di segno contrario a tale impostazione ha teso a impedire la realizzazione di questo disegno;

 

per sapere:

 

- se non ritiene, alla luce delle gravi irregolarità commesse nell’esercizio del mandato, di annullare tutti gli atti emanati dal Commissario ad acta e di avviare un procedimento disciplinare nei suoi confronti;

- se non ritiene di procedere alla rimozione del Sindaco di Capizzi per gravi violazioni di legge;

- se non ritiene di dovere informare l’autorità giudiziaria.

 

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N. 3934 - Notizie in merito ai contributi erogati all’Associazione cristiana lavorativi italiani (Acli) e sulla loro destinazione.

All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e l’emigrazione e all’Assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica istruzione

premesso che:

- la normativa in vigore prevede l'erogazione di
contributi e sovvenzioni nei confronti di organizzazioni
a carattere sociale e di enti da esse promossi per il
raggiungimento di fini di pubblica utilità, tra i quali
la formazione professionale;

- tra tali organizzazioni è compresa l'Associazione
cristiana lavoratori italiani (ACLI) e il suo patronato;
per sapere:

- quale sia l'ammontare dei contributi erogati
all'ACLI;

- se intendano verificare la permanenza dei requisiti
di legge per l'accesso alla sovvenzione e i rendiconti;

- se le risorse vengano realmente utilizzate per gli
scopi previsti e, in particolare, se il personale
assunto come operatore amministrativo degli enti di
formazione professionale e retribuito con le provvidenze
previste dalla l.r. n. 24 del 1976 non venga utilizzato,
al contrario, in altre attività.

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N. 3935 - Rinnovo del consiglio di amministrazione della Cassa regionale per il credito agli artigiani (Crias)

 

 

All’Assessore per la Cooperazione,

premesso che:

 

- la CRIAS (cassa regionale per il credito agli artigiani) è attualmente priva del consiglio di amministrazione; il Governo, infatti, ha effettuato la designazione del presidente e dei singoli consiglieri, ma l’organo non si è mai insediato;

- ciò, mentre circa diecimila richieste di finanziamento avanzate dai lavoratori artigiani sono in attesa di risposta e 150 miliardi di lire giacciono inutilizzati;

- nelle more, è stato inviato un commissario straordinario nella persona del dott. Ruggeri, il quale, tuttavia, non solo ha già in passato condotto indagini ispettive presso la stessa CRIAS, ma, essendo funzionario dell’organo tutorio, rischia di confondere la funzione di amministratore con quella di controllore;

- tale nomina risulta, dunque, inopportuna da un lato e illegittima dall’altro;

- peraltro, alcune OO.SS. hanno rilevato che il vecchio C.d.A è rimasto in regime di prorogatio ben oltre i 45 giorni previsti dalle norme vigenti, per cui gli atti adottati dal Consiglio di Amministrazione oltre il termine sarebbero illegittimi;

 

per sapere:

 

- se non ritenga opportuno rivedere la scelta circa la persona del Commissario straordinario;

- se non ritenga di dovere fornire un adeguato approfondimento alla problematica sollevata dai sindacati circa il termine di scadenza del CdA della CRIAS.

 

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N. 3953 - Delucidazioni in merito alla composizione transattivi di vertenze di lavoro intercorse tra la Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane (Crias) e il direttore generale dell’ente.

 

Al Presidente della Regione e all’Assessore per la Cooperazione,

premesso che:

 

- la CRIAS, cassa regionale per il credito alle imprese artigiane, è un ente pubblico sottoposto alla vigilanza dell’Assessorato alla Cooperazione;

- il Direttore generale dell’ente, dott. Aurelio Percipalle, ha di recente sottoscritto una transazione con la CRIAS a componimento di alcune vertenze di lavoro, percependo la somma netta di £. 350.000.000;

- com’è noto, il dott. Percipalle è stato assunto nel 1990 con un contratto a tempo determinato a seguito di una semplice selezione pubblica bandita a mezzo avviso stampa; l’assunzione era prevista per soli sei mesi, visto che a norma di legge il direttore va assunto previo pubblico concorso; allo scadere del termine contrattuale, però, l’assunzione è stata trasformata a tempo indeterminato, e il dott. Percipalle è stato mantenuto in servizio in attesa della immissione in servizio del direttore generale da assumere mediante concorso pubblico per titoli;

- il suddetto concorso si è svolto solo nel 1998 e vincitore è stato proclamato lo stesso dott. Aurelio Percipalle;

- tuttavia, prima dello svolgimento del concorso, è successo di tutto, perfino una nomina del dott. Percipalle a Direttore generale della CRIAS con decreto presidenziale al fine di eludere l’obbligatorietà del pubblico concorso; la stessa nomina veniva successivamente revocata, in quanto palesemente illegittima; a seguito di tale annullamento, si faceva valere la delibera che aveva autorizzato la permanenza in servizio del dirigente fino alla immissione in servizio del vincitore del concorso; pertanto, l’obiettivo di rimanere alla guida dell’ente senza soluzione di continuità è stato perfettamente centrato;

- contemporaneamente, il dott. Percipalle ha avviato ben due vertenze avanti il Pretore del lavoro di Catania per chiedere il pagamento di differenze retributive e il riconoscimento del contratto a tempo indeterminato fin dalla prima assunzione, cioè dal 1990;

- in primo grado, le richieste del dott. Percipalle non hanno trovato accoglimento e pertanto, egli ha presentato appello; inoltre, in data, 6.5.1999, il dott. Percipalle ha depositato un ulteriore ricorso per la condanna della CRIAS al pagamento di 600 milioni per differenze retributive e 300 milioni per il risarcimento del danno biologico da stress causatogli dalla CRIAS; a supporto di quest’ultima richiesta, il dott. Percipalle ha presentato un certificato medico dal quale risulta che soffre di una “patologia ansioso-depressiva con violente cefalee, vertigini, fame d’aria e senso di pianto, spesso immotivato”;

- incredibilmente, nonostante la soccombenza del dott. Percipalle nel primo grado di giudizio e nonostante l’ultimo ricorso non sia arrivato nemmeno alla prima udienza, tra la CRIAS e il dott. Percipalle si perviene ad una conciliazione relativa a tutte le cause di lavoro intentate dal Percipalle;

- in data 30 luglio 1999, davanti al Tribunale di Catania, Sez. Feriale si stabilisce che la CRIAS paghi al dott. Percipalle la somma netta di £. 350 milioni, di cui £.200 milioni a titolo di transazione novativa e £.150 milioni a titolo di risarcimento del danno biologico; la CRIAS inoltre paga £. 25 milioni a titolo di rimborso spese per i giudizi sostenuti;

- la vicenda è alquanto strana, soprattutto perché la CRIAS non aveva alcun interesse ad una composizione transattiva della lite, atteso che aveva già vinto il primo grado di giudizio di due dei tre ricorsi, mentre per il terzo non si era arrivati nemmeno alla prima udienza;

- da notizie di stampa, si apprende che il dott. Percipalle sarebbe tra i candidati alla selezione dei futuri manager delle AUSL;

 

per sapere:

 

- se erano a conoscenza di tali fatti e la conseguente valutazione;

- se l’organo tutorio ha approvato le delibere, se queste ci sono state, del consiglio di amministrazione della CRIAS che hanno autorizzato la transazione;

- se non ritengono che le risultanze del certificato medico relativo allo stato di salute del dott. Percipalle giustifichi opportuni approfondimenti prima di inserire il suddetto nella lista degli aspiranti manager della sanità.

 

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N. 3954 - Provvedimenti per il risarcimento dei danni arrecati da una violenta tromba d’aria ad alcuni stabilimenti della zona di Belpasso (CT).

Al Presidente della Regione,

premesso che:

- nel novembre dello scorso anno, una violenta tromba
d'aria ha gravemente danneggiato gli insediamenti
produttivi della zona di Belpasso (CT);

- il comune di Belpasso ha inoltrato la richiesta di
determinazione dello stato di crisi senza mai ricevere
risposta, così come si è avuta notizia di provvedimenti
per il ripristino degli impianti danneggiati;

per sapere quali provvedimenti intenda adottare per
sollecitare il risarcimento degli stabilimenti
danneggiati.

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N. 4033 - Notizie sul procedimento di trasformazione in società per azioni di enti ed aziende regionali.

 

 

Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,


premesso che:

- la legge regionale n. 10 del 27.4.1999 ha sancito
la trasformazione dell'Azienda autonoma delle Terme di
Acireale in società per azioni, le cui azioni sono
detenute dalla Regione siciliana e i diritti corporativi
esercitati dall'Assessore per il Turismo, le
comunicazioni e i trasporti;

- l'Azienda delle Terme di Acireale costituisce
un'importante risorsa economica per la città e il suo
hinterland; infatti nonostante i numerosi disservizi
derivanti da una inefficiente gestione, nel 1999 si sono
registrate ad Acireale oltre 25 mila presenze con
positivi effetti sul settore alberghiero;

- attraverso le cure termali, peraltro, viene reso un
servizio sanitario insostituibile, e si garantisce la
fruizione e la tutela di un bene pubblico, qual è il
complesso idro-termo-minerale esistente nel bacino delle
ACI;

- la trasformazione in società per azioni, sebbene
necessaria per i richiamati problemi di bilancio,
rischia di risucchiare l'Azienda e la sua attività in
un'inesorabile logica del profitto che pone in secondo
piano l'interesse pubblico;

- l'eventuale dismissione di quote azionarie a favore
di privati non garantisce circa il mantenimento
dell'attuale destinazione d'uso dei beni: ciò a maggior
ragione in considerazione dell'attuale carente
situazione gestionale che può attirare manovre
speculative;

- altrettanto rilevante è la questione occupazionale
in riferimento al personale che attualmente presta
servizio presso l'azienda;

per sapere:

- quale sia l'attuale fase del complesso procedimento
di trasformazione in società per azioni, considerato che
la legge regionale n. 10 del 1999 imponeva il termine di
sei mesi dalla sua entrata in vigore;

- quali scelte strategiche ritengano di dovere
effettuare a tutela dei rilevanti interessi pubblici in
gioco;

- quali iniziative intendano adottare per garantire
il mantenimento dei livelli occupazionali e per tutelare
il personale dipendente dagli effetti della
trasformazione.

 

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N. 4049 - Opportune iniziative in merito all’ampliamento della circoscrizione territoriale dell’Autorità portuale di Catania.

Al Presidente della Regione e all’Assessore per i Trasporti,

premesso che:

- in data 25.01.2000, il Sottosegretario ai Trasporti ha emanato il decreto di ampliamento della circoscrizione territoriale dell’Autorità portuale di Catania senza prima acquisire il parere della Regione Siciliana a norma del D.P.R. 684/77,

- come già evidenziato in precedenti atti ispettivi presentati da questo Gruppo parlamentare, la concreta gestione dell’ente in questione presenta gravi anomalie puntualmente sottolineate anche dalla Corte dei Conti che, nell’adunanza del 28.12.1999, ha rilevato la “inefficienza ed inefficacia gestoria” del Porto di Catania, che risulta in grado di possedere “i mezzi finanziari solo per sopravvivere e non anche per perseguire in concreto la propria missione”;

- pertanto, il decreto di ampliamento risulta inopportuno nel merito e illegittimo nel metodo;

per sapere:

- l’orientamento del Governo circa la questione prospettata e se i propri delegati in seno al Comitato Portuale di Catania abbiano avallato le delibere di detto organo finalizzate all’ampliamento della circoscrizione territoriale.

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N. 4072 - Notizie circa il ruolo svolto dall’Assessore per il turismo nella costituzione dell’associazione di autotrasportatori denominata AIAS.

Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,


per sapere:

- se risponda a verità quanto pubblicato in data
odierna dal quotidiano 'la Repubblica' circa il ruolo
svolto dall'Assessore per il turismo, le comunicazioni
ed i trasporti, on. Rotella, nella costituzione
dell'associazione di autotrasportatori denominata AIAS,
di fatto un vero e proprio sindacato, la cui protesta,
in corso in questi giorni, sta producendo forti disagi
ai cittadini e gravissimi danni all'economia siciliana;

- se risponda al vero che lo stesso Assessore abbia
incoraggiato, e anzi fomentato, la protesta degli
autotrasportatori per fini propagandistici;

- se il Presidente della Regione non ritenga, qualora
risultasse veritiero quanto diffuso dalla stampa,
chiedere le dimissioni dell'Assessore Rotella.

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N. 4082 - Provvedimenti urgenti per ripristinare la legalità presso il Comune di San Giovanni La Punta (CT).

All'Assessore per gli Enti locali,

premesso che:

- con l'interrogazione n. 3350, questo Gruppo
parlamentare ha chiesto l'avvio di una ispezione presso
il Comune di San Giovanni La Punta per verificare
l'esistenza di gravi irregolarità nella gestione del
personale, del territorio e degli appalti pubblici;

- nessuna determinazione è stata adottata al riguardo
da parte dell'Assessorato per gli enti locali e ciò ha
consentito al Sindaco ed a tutta l'Amministrazione di
mantenere il clima di irregolarità amministrativa
instaurato;

- in particolare, nella rielaborazione del Piano
regolatore generale, chiesta dal Consiglio regionale
dell'urbanistica (C.R.U.) in data 5.5.1997, è stata
inserita la sanatoria di tutte le opere abusive con la
previsione dei piani di recupero;

- tutto ciò è stato fatto al fine di risolvere il
conflitto tra la persona del Sindaco ed il Comune dovuto
ad una lite insorta proprio per una lottizzazione
abusiva: un caso palese, questo, di utilizzazione delle
pubbliche funzioni a fini di interesse personale;

- con la rielaborazione, diverse aree a destinazione
agricola sono state trasformate in aree destinate ad
insediamento produttivo; una di tale aree è limitrofa ad
una azienda di proprietà del consigliere comunale
Antonio Calvagno che è anche Presidente della
Commissione urbanistica e lavori pubblici, il quale,
essendo anticipatamente venuto a conoscenza della
trasformazione, ha acquistato tutti i terreni sui quali
sorgerà l'area artigianale;

- lo stesso consigliere è stato parte in un
contenzioso per crediti pregressi vantati nei confronti
del Comune e malgrado la lite pendente, che costituiva
causa di incompatibilità, il Calvagno è stato eletto e
la sua elezione è stata convalidata;

- tutto ciò è avvenuto anche in virtù della sua
dichiarazione, falsa, circa la non sussistenza di alcuna
causa di incompatibilità;

- la sentenza di 1° grado, favorevole al Calvagno,
non è stata appellata dal Sindaco ed è passata in
giudicato mentre egli era già consigliere di
maggioranza;

- lo stesso Sindaco non ha nemmeno proceduto alla
liquidazione della somma dopo la sentenza, esponendo il
Comune alle spese per interessi legali per un periodo di
circa due anni;

- si è potuto tenere nascosta tale vicenda grazie
alla copertura offerta dai dirigenti comunali che
avrebbero dovuto informare il Consiglio comunale
dell'impossibilità di convalidare l'elezione del
consigliere Calvagno;

- con delibere di Giunta n. 113 del 1999 e di
Consiglio comunale n. 44 del 1999 il Comune ha aderito
al programma PRUSST accettando 3 proposte di privati;

- la proposta più onerosa è stata presentata da un
parente del Sindaco che, pur svolgendo un'altra attività
professionale, ha avanzato un progetto, del costo di 77
miliardi di lire, per la realizzazione di strutture
turistico-alberghiere;

- nel settore turismo e spettacolo il Comune ha già
speso oltre 400 milioni, utilizzando anche il fondo di
riserva e affidando servizi e spettacoli senza regolare
gara;

per sapere

- quali urgenti provvedimenti intenda
adottare per riportare la legalità presso il Comune di
San Giovanni La Punta.

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N. 4101 - Informazioni sull’operato della Soprintendenza per i beni culturali di Catania in merito alla realizzazione di insediamenti abitativi nel comune di s. Gregorio.

 

All'Assessore per il territorio e all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la pubblica istruzione,


premesso che:

- l'intero territorio del comune di San Gregorio di
Catania è stato sottoposto a vincolo di notevole
interesse pubblico con il D.P.R.S. n. 2086 del
28.9.1978; la zona, infatti, riveste un particolare
rilievo ambientale e paesaggistico, in quanto ricca di
ampie distese di verde incontaminato e di una magnifica
vista, sul mare e sull'Etna;

- un gruppo di cooperative edilizie ha presentato al
Comune di San Gregorio la richiesta di approvazione di
un programma di costruzione teso a realizzare
insediamenti abitativi in località Carrubbazza,
proprio nel territorio soggetto a vincolo;

- la sezione per i beni paesaggistici della
Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali e la
pubblica istruzione di Catania, competente al rilascio
del nulla osta, in data 22.11.1999 ha respinto tutte le
istanze avanzate affermando che la realizzazione del
programma costruttivo avrebbe alterato irreversibilmente
la notevolissima panoramicità dell'area;

- tuttavia, in data 24.5.2000, la stessa sezione ha
concesso il nulla osta, sia pur condizionato, alla
SINCOOPER e ad un raggruppamento di cooperative che
avevano presentato istanza per un programma costruttivo
in tutto simile a quello respinto in precedenza,
sostenendo che 'la soluzione progettuale non altera
l'ampia visuale che si gode dalla via Carrubbazza,
lasciando liberi dei coni prospettici verso il mare e
verso le zone a verde';

- tale comportamento della Soprintendenza di Catania
appare quanto meno contraddittorio: a distanza di pochi
mesi e a fronte di variazioni progettuali ininfluenti,
ciò che prima avrebbe impedito la vista dello stupendo
panorama è diventato 'compatibile con la struttura del
paesaggio soggetto a tutela';

- i nulla osta rilasciati dalla Soprintendenza
rischiano di dare nuovo ossigeno alle tendenze
speculative, anche a causa del vuoto normativo dovuto
alla mancanza del piano regolatore;

- il Comune di San Gregorio, infatti, dispone al
momento del solo Programma di fabbricazione risalente al
1976; nel 1995, il Comune ha adottato il Piano
regolatore generale (PRG) ma l'Assessorato territorio e
ambiente ne ha richiesto la rielaborazione parziale in
accoglimento del 'voto-parere' espresso dal Consiglio
regionale dell'urbanistica (CRU) nella seduta del
18.9.1997;

- il Programma di fabbricazione, tuttora in vigore in
attesa che il Comune adegui il PRG alle prescrizioni del
CRU, prevede per l'area oggetto delle istanze
in questione una destinazione a verde agricolo; il PRG
adottato ma non approvato, viceversa, destina la stessa
area parte ad edilizia residenziale pubblica e parte ad
edilizia abitativa commerciale;

- proprio questa parte del Piano è stata oggetto di
censura del CRU, che ne ha chiesto la rielaborazione al
fine di privilegiare le destinazioni a spazi di verde
pubblico e di non privare la zona della continuità
visiva verso il mare e verso l'Etna;

- in pratica, il CRU ha chiesto di sottrarre l'area
all'edificazione massiccia e di rafforzarne la tutela a
salvaguardia dell'alto valore ambientale e
paesaggistico;

- nelle more della rielaborazione del piano che il
Comune tarda ad eseguire, vale la destinazione a verde
agricolo dell'area, e ciò lascia ampi margini al rischio
di una cementificazione intensiva;

- l'art. 25 della legge regionale n. 22 del 1996,
infatti, prevede che, qualora risultassero esaurite le
zone residenziali di espansione, i programmi costruttivi
possono interessare zone destinate a verde agricolo;

- pertanto, il pericolo di uno stravolgimento
irreversibile dei luoghi è reale e in tale contesto era
legittimo aspettarsi che la Soprintendenza di Catania
opponesse il proprio fermo rifiuto, anche in coerenza
con il vincolo paesaggistico i cui effetti risultano in
tal modo vanificati;

- il programma costruttivo assentito prevede la
realizzazione di un migliaio di alloggi, un insediamento
massiccio che, oltre a compromettere il paesaggio,
comporterà un incremento di unità abitative
insostenibile per il Comune di San Gregorio, destinato a
divenire l'ennesimo quartiere dormitorio di Catania;

- tale rischio è stato paventato anche dal CRU che,
nel proprio voto-parere, ha chiesto di 'porre un limite
al fenomeno di riversamento della popolazione dal
capoluogo all'hinterland';

- contro i nuovi insediamenti si sono schierati anche
i cittadini di San Gregorio che si sono costituiti in
comitato al fine di vigilare sulla salvaguardia
ambientale della zona di via Carrubbazza;
per sapere:

- come valutino il comportamento del dirigente della
sezione per i beni paesaggistici della Soprintendenza di
Catania, e se non ritengano di avviare una indagine
conoscitiva per accertare i fatti e sanzionare eventuali
responsabilità;

- se intendano sollecitare l'Amministrazione comunale
di San Gregorio ad una tempestiva rielaborazione del PRG
al fine di sventare le manovre speculative già in atto e
inopinatamente favorite dalla Soprintendenza di Catania.

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N. 4100 - Provvedimenti relativi all’Amministrazione comunale di Santa Flavia (PA).

 

Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli enti locali,

premesso che:

- l'Amministrazione comunale di Santa Flavia (PA)
opera ormai da tempo in uno stato definibile 'di
emergenza' a causa di una lunga teoria di dimissioni che
si sono succedute fin dalla primavera del 1999 nel
Consiglio eletto il 30 novembre 1997;

- nella primavera del 1999, a dimettersi fu l'intero
blocco dell'opposizione (6 consiglieri su 15)
e quindi da allora il Consiglio comunale di Santa
Flavia opera illegittimamente con i soli consiglieri di
maggioranza;

- si è, infatti, proceduto ad un'unica sostituzione
di un consigliere dichiaratosi facente parte
dell'opposizione e poi passato prima ad Alleanza
nazionale e quindi a Forza Italia, partiti schierati con
la maggioranza consiliare;

- la Giunta, composta all'origine da 6 assessori
è stata dichiarata illegittima da un pronunciamento
dell'assessorato regionale per gli Enti locali;

- nell'inverno 1999/2000 l'originaria composizione
del Consiglio si è trasformata ulteriormente con il
passaggio all'opposizione (inesistente) del consigliere
Maria Concetta Sanfilippo che però, inspiegabilmente,
è rimasta nelle file del suo partito (AN) che fa tuttora
parte della maggioranza consiliare;

- alcune dimissioni di membri della maggioranza sono
legate a vicende giudiziarie: in particolare, il
consigliere Giuseppe Lo Coco si è dimesso nel settembre
del 2000 adducendo non meglio precisate 'motivazioni
personali' mentre, con una sentenza della prima
settimana del luglio 2000, era stato dichiarato fallito
e, di conseguenza, cancellato dalle liste elettorali:
per legge era, pertanto, da considerarsi automaticamente
decaduto dalla carica, mentre il Consiglio ha discusso
le sue dimissioni e non la sua decadenza;

- dalla buriana di 'abdicazioni' non è esente la
stessa Giunta comunale, ed infatti: il Sindaco Pietro
Sanfilippo, nel luglio 1999, ha allontanato il
Vicesindaco e Assessore al bilancio, Gaspare Affatigato,
oggi agli arresti perché coinvolto nella truffa
telematica ai danni del Banco di Sicilia, come risulta
dai quotidiani; nella stessa estate, si è dimesso
l'Assessore al personale e alle ville e giardini (Mario
Perrone di AN); infine, sono stati allontanati dal
Sindaco anche l'Assessore Natalina Balistreri
(Solidarietà sociale) e l'Assessore Salvatore Sanfilippo
(Turismo, sport e spettacolo);

considerato che l'attuale situazione in seno al
Comune di Santa Flavia e la sua conformazione sui
generis non consentono il regolare svolgimento delle
attività amministrative, non garantendo i principi base
della democrazia e del confronto democratico;
per sapere:

- se siano a conoscenza di quanto su esposto;

- se intendano procedere urgentemente alla rimozione
del Sindaco di Santa Flavia per manifeste e ripetute
illegittimità procedurali e sostanziali nello
svolgimento del proprio mandato, e contestualmente
nominare un Commissario straordinario.

(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con
urgenza)

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N. 4113 - Notizie sulla gestione della casa di riposo “Raimondo Perez” di Santa Flavia (PA).

Al Presidente della Regione e all’Assessore per la Sanità,

premesso che:

- da notizie apparse sulla stampa si apprende che ad una paziente di Niscemi (prov. CL) è stato impossibile effettuare un esame diagnostico, la risonanza magnetica, in quanto presso le strutture sanitarie della Sicilia, pubbliche e private convenzionate, tale esame è effettuato solo su pazienti ricoverati;

- la stessa paziente è riuscita ad ottenere la prenotazione dell’esame in una struttura sanitaria calabrese, con l’unico onere del pagamento del ticket;

- il caso specifico evidenzia una grave inefficienza della sanità siciliana, poiché l’impossibilità di effettuare l’esame “da esterno” rischia di determinare un incremento dei ricoveri e, dunque, maggiori oneri per la Regione che deve sostenere la spesa relativa ai giorni di degenza;

- la mancata erogazione del servizio da parte della sanità pubblica avvantaggia le strutture private a spese dei pazienti.

per sapere:

- se risponde al vero che in Sicilia non è possibile sottoporsi alla risonanza magnetica da “esterno” e quali provvedimenti intendono adottare per eliminare tale palese incongruenza.

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N. 4114 - Invio di altro Commissario ad acta ed ispezione amministrativa presso il comune di Capizzi (ME)

 

 

Al Presidente della Regione e all’Assessore per gli Enti Locali,

 

premesso che:

 

- con l’interrogazione n. 3923 e l’interpellanza n. 409, è stata segnalata da questo Gruppo parlamentare l’illegittima procedura adottata dal Comune di Capizzi (ME) nell’approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2000;

- la delibera in questione, adottata dal commissario ad acta in contrasto con i criteri dettati dall’Assessorato agli Enti Locali con la nota 1568/GAB. del 19.6.2000, è stata successivamente annullata dal CO.RE.CO regionale nella seduta del 7.9.2000;

- a seguito di tale annullamento, il Sindaco di Capizzi, invece di procedere alla revisione del documento finanziario e dotare il Comune del bilancio, ha dato mandato ad un legale per proporre ricorso avverso l’annullamento;

- pertanto, a pochi mesi dalla fine dell’esercizio finanziario 2000, il Comune di Capizzi è ancora sprovvisto del documento contabile fondamentale e ciò ha pregiudicato gravemente l’attività gestionale dell’Ente,

- inoltre, sembrerebbe che, dopo l’assessore ai lavori pubblici, anche il Capo ufficio tecnico sia stato raggiunto da avviso orale da parte della Questura di Messina;

 

per sapere:

 

- se non intendono procedere con urgenza all’invio di un altro commissario ad acta e avviare contestualmente un’ispezione amministrativa presso il Comune di Capizzi.

 

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N. 4133 - Indagine conoscitiva sul funzionamento della commissione edilizia del Comune di Capizzi (ME).

 

All’Assessore per gli Enti Locali,

 

premesso che:

 

- La Commissione edilizia comunale di Capizzi, a norma di regolamento, dovrebbe riunirsi una volta al mese;

- In realtà, l’ultima seduta si è svolta nel mese di giugno; l’ultima convocazione è del 9.10.2000, ma il presidente della Commissione è andato via prima dell’orario fissato per la seconda convocazione e pertanto anche in questo caso si è registrato un nulla di fatto;

 

per sapere:

 

- se non ritiene opportuno avviare una indagine conoscitiva sulla vicenda.

 

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N. 4140 - Provvedimenti in merito al trasferimento ad altro incarico del comandante del Corpo di Polizia municipale del comune di Capizzi (ME).

 

All’Assessore per gli Enti Locali,

 

premesso che:

 

- con provvedimento n. 6461 del 2.11.2000, il Sindaco di Capizzi ha disposto la nomina dei responsabili di servizi e settori del Comune;

- il provvedimento dispone, tra l’altro, la mobilità interna per il comandante del Corpo di polizia municipale destinato a lasciare il proprio incarico per ricoprire quello di responsabile dell’ufficio tributi; responsabile del settore Vigilanza, viceversa, è stato nominato il Segretario comunale, tranne per alcune competenze specifiche che rimangono in capo al Sindaco;

- la motivazione di tale incongrua decisione risiederebbe nell’assenza, nel territorio di Capizzi, di uffici di Polizia, dell’Arma dei Carabinieri o della Guardia di Finanza e, pertanto, le funzioni di P.G. sono esercitate dal Sindaco;

- tale motivazione è erronea poiché a Capizzi ha sede una stazione dell’Arma dei Carabinieri, pertanto il diverso incarico cui è stato destinato il Comandante del Corpo di polizia municipale è causato dalla volontà di operare una ritorsione ai suoi danni;

- la presente interrogazione è l’ennesima riguardante le gravi irregolarità che caratterizzano l’attività gestionale e amministrativa del Comune di Capizzi;

 

 

per sapere:

 

- quali provvedimenti intende adottare in relazione alla vicenda sopra descritta.

 

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N. 4143 - Notizie sulla gestione della casa di riposo “Raimondo Perez” di Santa Flavia (PA).

Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli enti locali


premesso che:

- dagli organi di stampa regionali si apprende che la
casa di riposo 'Raimondo Perez' di Santa Flavia (PA),
del novero delle Ipab, soffre di un disavanzo di circa
tre miliardi di lire;

- il suddetto disavanzo, costituito in larga parte di
cosiddetti debiti vivi compresi quelli con i fornitori
del settore ristorazione, sta portando alla chiusura del
ricovero Perez, con conseguenti notevoli disagi, anche
psicologici, fra gli ospiti della casa, uno dei quali,
appresa la notizia, è morto di crepacuore;

- il disavanzo si è verificato a causa della gestione
'allegra' della Perez che, per anni, ha ospitato
spettacoli musicali e di rivista, con la partecipazione
di vari artisti lautamente compensati, culminanti in
ricche cene;

- a tali festini, destinati ad allietare le serate
degli anziani ospiti, era solita partecipare gran parte
delle autorità civili, religiose e militari della
cittadina;

- le spese affrontate dalla Perez per
l'organizzazione dei 'festini' non facevano parte di
fondi stanziati per simili occorrenze;

- i dipendenti dell'opera pia di Santa Flavia non
ricevono regolarmente gli emolumenti mensili fin dallo
scorso mese di aprile;
considerato che:

- il signor Rodolfo Casarubea, terzo commissario
chiamato a occuparsi della casa di riposo, ha
deliberato, con atto del 18 ottobre scorso, l'estinzione
dell'opera pia di Santa Flavia a causa del suo stato
fortemente debitorio;

- il Consiglio di amministrazione del ricovero è
designato, in maggior parte, dal Sindaco di Santa
Flavia;

per sapere:

- se siano stati ispezionati i libri contabili
dell'opera pia Perez, o se si abbia intenzione di farlo
in tempi brevissimi;

- se si sia provveduto a trovare una sistemazione ai
20 ospiti della casa di riposo;

- se si intenda verificare la valenza 'terapeutica' e
di 'svago' degli spettacoli organizzati all'interno
della Perez, a dichiarato beneficio dei suoi ospiti
anziani;

- se sia stata verificata la legalità dei criteri di
assunzione dei dipendenti dell'opera pia di Santa
Flavia;

- se si intenda verificare la validità dei criteri di
scelta dei membri del Consiglio di amministrazione della
Perez, designati dal Sindaco di Santa Flavia;

- se si conosca l'iter che ha portato la Casa di
riposo Perez a trasformarsi da ricovero diurno a
ricovero anche notturno.

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N. 4157 - Pagamento degli stipendi dovuti ai forestali delle squadre S.A.B. della provincia di Caltanissetta.

Al Presidente della Regione, all'Assessore per l’agricoltura e le foreste e all’Assessore per il bilancio e le finanze,

premesso che:

- i lavoratori forestali della provincia di
Caltanissetta appartenenti alle squadre S.A.B. (spegni
incendi, torrettisti e autisti), per un numero
complessivo di 520 unità, non percepiscono gli stipendi
da diversi mesi;

- il mancato pagamento delle retribuzioni sta
causando notevoli disagi a un numero considerevole di
famiglie, ormai prive dei necessari mezzi di
sostentamento;

- tale situazione è particolarmente grave per il 2° e
3° distretto della ripartizione forestale della
provincia di Caltanissetta che comprende i territori di
Butera, Niscemi, Gela, Mazzarino e Riesi dove ben 112
lavoratori non percepiscono alcuna retribuzione dal mese
di luglio;

- non meno grave è la situazione per il 1° e 4°
distretto dove i lavoratori non percepiscono gli
stipendi dal mese di agosto;

- ai giusti reclami dei lavoratori nei confronti
dell'Ispettorato forestale è stata opposta la mancanza
di liquidità della Regione;

- non è tollerabile che la mancanza di liquidità
della Regione venga fatta pagare ai lavoratori più
deboli, peggiorando ulteriormente le condizioni già
gravi di una provincia come quella nissena;
per sapere:

- se siano a conoscenza di questo fatto;

- se corrisponda al vero che la crisi di liquidità
della Regione impedisce il pagamento delle retribuzioni
ai lavoratori delle squadre S.A.B.;

- quali iniziative intendano prendere per procedere
immediatamente al pagamento delle retribuzioni ai
lavoratori.

 

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N. 4159 - Notizie sullo stato del procedimento di soppressione delle aziende di soggiorno e turismo.

 

All’Assessore per il Turismo,

 

premesso che:

 

- da notizie apparse sulla stampa, l’Azienda Soggiorno e Turismo sarebbe sull’orlo del collasso economico;

- a causa del mancato pagamento delle bollette, l’ENEL ha interrotto l’erogazione dell’energia elettrica col conseguente blocco di tutte le attività,

- inoltre, l’Aast di Taormina ha accumulato ritardi nel pagamento degli stipendi agli 11 lavoratori dipendenti, e non è in grado di svolgere i propri compiti di promozione turistica per mancanza di liquidità;

- l’art. 24 della l.r. 10/99 ha disposto la soppressione di tutte le Aziende di soggiorno e turismo; pertanto, sono trascorsi quasi due anni nei quali tali enti hanno dovuto continuare a svolgere la propria attività ben sapendo che questa era a termine;

- ciò ha determinato una situazione di incertezza e, probabilmente, anche un certo disinteresse da parte della Regione che limita i finanziamenti alle aziende, fino a determinare la paradossale situazione di Taormina;

 

per sapere:

 

- a che punto si trova il procedimento di soppressione delle Aziende di soggiorno e turismo e quando si prevede che arriverà a conclusione;

- quali provvedimenti intende adottare per consentire all’Azienda di Taormina di pagare i propri debiti.

 

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N. 4219 - soluzione delle problematiche sanitarie della provincia di Siracusa.

 

All’assessore alla sanità,

 

premesso che

 

- disfunzioni del servizio sanitario nella
provincia di Siracusa, in particolare nel distretto
comprendente i Comuni di Noto, Avola, Rosolini, Pachino
e Portopalo di Capo Passero, sono estremamente gravi e,
sebbene poste più volte all'attenzione degli organi
competenti, nessun provvedimento è stato adottato in
merito;

- particolarmente carente è la dotazione organica,
sottodimensionata rispetto alle reali necessità, e
quella strumentale dei servizi territoriali, spesso
ospitati in locali fatiscenti e inadeguati ovvero
sprovvisti di apparecchiature basilari;

- la situazione più drammatica si vive a Portopalo
dove mancano del tutto gli ambulatori specialistici e il
servizio di Medicina di base, mentre la Guardia medica
si è trovata spesso priva di filo di sutura o di farmaci
c.d. 'salvavita'; a ciò deve aggiungersi che anche nel
periodo estivo, quando l'utenza si moltiplica, a gestire
le emergenze vi è una sola ambulanza, per di più priva
di medico, fornita dal Comune e non dall'ASL competente;

- non meno sconfortante lo stato delle cose a
Rosolini dove, tranne il consultorio familiare, non
esiste nemmeno un minimo di strutture dignitose, e la
stessa Guardia medica, nei giorni feriali, funziona solo
nelle ore notturne;

- nel Comune di Pachino, gli ambulatori specialistici
funzionanti sono spesso carenti delle attrezzature
necessarie, la Guardia medica è ospitata in locali
sporchi e il più delle volte sprovvista dei presidi
medico-chirurgici più banali; con un bacino di utenza di
25.000 abitanti, una sola ambulanza, senza medico
rianimatore e addirittura con problemi meccanici, svolge
il servizio di 118;

- sempre a Pachino si attende da oltre trent'anni il
completamento della struttura originariamente destinata
ad ospedale e poi riconvertita in centro per malati
gravi e residenza per anziani, per la quale sono già
stanziati e spesi complessivamente 8 miliardi, che
potrebbe essere utilizzata subito anche per ospitare il
presidio territoriale per l'emergenza;

- gli ospedali di Avola e Noto sono gli unici punti
di riferimento del distretto, nonostante le loro mille
difficoltà derivanti da carenze di personale medico e
paramedico;

- secondo il progetto di rifunzionalizzazione stilato
dal Commissario straordinario dell'AUSL 8, in aderenza
alle disposizioni contenute nella delibera della Giunta
regionale di Governo n. 446 del 1996, nei due presidi
di Noto e Avola dovrebbero essere redistribuite le
discipline presenti al fine di destinare l'ospedale di
Noto a polo di area medica e quello di Avola a polo di
area chirurgica;

- tale scelta, contestata dalla Conferenza dei
Sindaci dei Comuni del zona sud della provincia di
Siracusa, appare, tuttavia, non rispondente alle reali
necessità del territorio proprio a causa delle profonde
carenze sopra descritte;

- in particolare, la Conferenza dei Sindaci dei
Comuni interessati ha avanzato una proposta articolata
con cui ha chiesto l'istituzione del PTE con sede di
distretto a Pachino, l'ampliamento e l'ammodernamento
dei poliambulatori specialistici presenti e la loro
apertura laddove mancanti, la presenza della guardia
medica 24 ore su 24 anche a Rosolini, l'assegnazione di
un'ambulanza attrezzata per il trasporto assistito a
Pachino, Rosolini e Portopalo;

per sapere:

- se non ritenga di dover affrontare con la massima
urgenza le problematiche sanitarie del territorio in
questione, provvedendo all'accoglimento delle istanze
avanzate dalla Conferenza dei Sindaci dei Comuni
appartenenti al distretto;

- quando saranno ultimate le opere di realizzazione
del centro per malati gravi e della residenza per
anziani di Pachino e se non ritenga di dover intervenire
al fine di un più sollecito proseguimento dei lavori.

 

N. 4220 - Provvedimenti urgenti per fronteggiare i danni provocati dalla tromba d’aria del 25 dicembre 2000 nelle campagne gelesi.


Al Presidente della Regione e all'Assessore per l’agricoltura e le foreste,


premesso che


la sera del 25 dicembre 2000 una tromba d'aria ha spazzato via decine
di serre ed i relativi raccolti in contrada Bufala nelle
campagne gelesi;

considerato che:

- l'evento calamitoso ha colpito quattro aziende
agricole già duramente provate dallo sciopero degli
autotrasportatori, aggravandone ulteriormente la
situazione economico-finanziario;

- sono, pertanto, a rischio centinaia di posti di
lavoro in una zona fra le più depresse della nostra
Regione, dove la disoccupazione ha già raggiunto livelli
di guardia;

- per numerose famiglie si prospetta l'incubo della
disoccupazione, essendo andato distrutto l'intero
raccolto di un anno pronto ad essere immesso nel
mercato, compromettendo una stagione già al passivo per
le numerose spese affrontate;

per sapere:

- se siano a conoscenza di questo fatto;

- quali iniziative l'Assessore all'agricoltura e
foreste intenda prendere immediatamente nei confronti
dei lavoratori delle aziende colpite dall'evento
calamitoso;

- se intendano attivarsi presso il Governo nazionale
affinché vengano avviate urgentemente le procedure per
la dichiarazione dello stato di calamità per le zone del
gelese colpite dalla tromba d'aria del 25 dicembre.

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N. 4253 - Completamento dei lavori di restauro della chiesa Beata Vergine del Monte Carmelo di Gela.

 

All’Assessore per i Lavori Pubblici,

 

premesso che:

 

- nel 1997 sono iniziati i lavori di restauro della chiesa Beata Vergine del Monte Carmelo di Gela resisi necessari a seguito del cedimento di parte della volta dell’edificio;

- i lavori urgenti sono stati interrotti già due volte; l’ultima interruzione data ormai dallo scorso marzo;

- alle problematiche relative alla scelta di demolire l’intera volta oppure salvarla per un restauro conservativo, dato il pregio architettonico della chiesa, si è aggiunto il contenzioso insorto tra la ditta appaltatrice dei lavori e gli uffici del Genio Civile di Caltanissetta;

- nel frattempo, oltre a non completare i lavori, si rischia di provocare ulteriori danni all’edificio;

 

 

per sapere:

 

- se non ritenga di dovere convocare una conferenza di servizi al fine di comporre la vertenza in corso e restituire alla cittadinanza il proprio luogo di culto.

 

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N. 4289 - Prosecuzione dell’iter di realizzazione della struttura interportuale di Catania.

Al Presidente della Regione e all’Assessore per i Trasporti,

premesso che:

 

- si è svolta di recente la riunione che avrebbe dovuto consentire alla Provincia regionale di Catania l’ingresso nella Interporto Catania s.p.a., la società a partecipazione pubblica cui spetta la realizzazione della infrastruttura intermodale attesa da circa dieci anni;

- in seno alla società la Regione siciliana è rappresentata dall’AST, titolare circa del 25% delle azioni; gli altri soci sono costituiti dalla Camera di Commercio di Catania, dal Comune di Catania e dalle Associazioni degli industriali, degli artigiani, dei costruttori edili, nonché da soci minori;

- a causa di difficoltà di natura tecnico-giuridica, la partecipazione societaria della Provincia non si è ancora perfezionata, ennesimo ostacolo alla realizzazione dell’opera mentre il finanziamento dello Stato giace tuttora inutilizato;

- il bilancio d’esercizio 1999 ha registrato una perdita di circa 200 milioni, somma che, unitamente alle perdite degli esercizi precedenti, ha intaccato per circa un terzo il capitale sociale; ciò è dovuto al fatto che alle uscite per il pagamento di oneri progettuali, non corrispondono entrate poiché la società non è ancora nella fase gestionale della propria attività;

- il Consiglio comunale di Catania ha individuato, con delibera dell’agosto 1998, le aree per il sedime interportuale: la scelta operata, superando una lunga fase di stallo, ha raccolto un vasto consenso poiché contempera l’idoneità dei luoghi, anche sotto il profilo ambientale, con la possibilità di sfruttare alcune strutture già presenti; inoltre consente ulteriori ampliamenti che si rendessero necessari in futuro;

- pertanto, approntato il lay-out poi approvato dal Ministero dei Trasporti, l’ulteriore passaggio da compiere riguarda l’emanazione del bando di gara per il progetto definitivo;

- tuttavia, nella recente riunione svoltasi, numerose obiezioni sono emerse da parte di alcuni soci che lasciano trapelare l’intento di mettere nuovamente in discussione la scelta del sito; questa eventualità è assolutamente da scartare poiché ciò comporterebbe un salto all’indietro del tutto sterile, oltre a rinvigorire tendenze speculative mai sopite;

- recentemente, l’Assessore regionale per i Trasporti ha dichiarato che sarebbe auspicabile, oltre all’ingresso nella società della Provincia regionale di Catania, anche la riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione al fine di consentire agilità nell’adozione delle decisioni;

 

per sapere:

 

- quali provvedimenti intendano adottare al fine di consentire la più rapida possibile prosecuzione dell’iter di realizzazione della struttura interportuale di Catania.

 

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N. 4290 - Invio di commissario straordinario presso la C.C.I.A.A. di Catania.

All’Assessore per la Cooperazione,

 

premesso che:

 

- la SAC SERVICE s.r.l. di Catania è la società che gestisce i servizi aeroportuali di Catania Fontanarossa;

- socio di maggioranza della SAC-SERVICE s.r.l. è la SAC s.p.a. Società Aeroporto di Catania; quest’ultima è, a sua volta, emanazione dell’ASAC, azienda speciale istituita nel 1981 e le cui quote appartengono alle Camere di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa;

- di recente, si è proceduto al rinnovo del consiglio di amministrazione della SAC SERVICE con grande anticipo rispetto alla scadenza naturale dell’11/06/2002;

- membro del nuovo consiglio di amministrazione, in rappresentanza della Camera di Commercio di Catania, è stato nominato un dipendente dello stesso organo in possesso della qualifica di “operatore archivista”;

- ciò è avvenuto con l’assenso della stessa C.C.I.A.A.: da un lato tramite il diritto di voto esercitato dal socio SAC s.p.a., ha operato la designazione, e dall’altro, in qualità di datore di lavoro, ha concesso al proprio dipendente l’autorizzazione ad assumere l’incarico;

- tutto ciò, ben sapendo di violare la normativa vigente che dispone che le pubbliche amministrazioni possono conferire incarichi ai propri dipendenti secondo criteri oggettivi e predeterminati, che tengano conto della specifica professionalità nell’interesse del buon andamento della pubblica amministrazione;

- non si comprende dunque come sia stato possibile affidare un incarico così delicato ad un dipendente non dotato di adeguata qualifica professionale,

- peraltro, l’atto che autorizza l’incarico al dipendente non è stato ancora pubblicato nell’albo delle deliberazioni camerali e, pertanto, è ancora privo di efficacia giuridica; per di più, sembrerebbe che il Segretario generale della C.C.I.A.A. abbia “secretato” il provvedimento, illegittimamente limitando il diritto ad una eventuale impugnativa dello stesso da parte di terzi e ponendo le condizioni per la nullità di tutti gli atti della SAC SERVICE firmati dallo stesso dipendente;

 

- gli organi direttivi della Camera di Commercio di Catania sono da tempo in regime di prorogatio;

 

per sapere:

 

- se non ritiene di disporre, nella qualità di organo di vigilanza delle camere di commercio, l’invio di un commissario straordinario presso la C.C.I.A.A. di Catania.

 

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N. 4302 - Chiarimenti in ordine al parere recentemente reso dal prof. Avv. Vincenzo Caianello su alcuni quesiti di natura costituzionale.

 

Al Presidente della Regione,

 

premesso che:

 

- Con nota prot.582 del 2 febbraio 2001, il Presidente della Regione ha rivolto al Prof. Avv. Vincenzo Caianiello, ordinario di diritto amministrativo e di istituzioni di diritto pubblico dell’Università LUISS di Roma, alcuni quesiti di natura costituzionalistica attinenti il recepimento e l’applicazione della Legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica del 1 febbraio 2001, n. 26;

- Con nota 8 febbraio 2001, il prof. Caianiello ha reso il proprio parere circa l’oggetto;

 

per sapere:

 

- a quanto ammonta il compenso pagato dalla Regione al Prof. Avv. Vincenzo Caianiello;

- se la decisione di chiedere un parere ad un professionista esterno è motivata da improvvisa penuria di giuristi tra i ranghi dell’Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana.

 

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N. 4317 - Motivi del mancato avvio dell’ispezione presso l’Ausl di Catania, circa i trasferimenti di medici del servizio di Medicina generale.

 

All’Assessore per la Sanità,

 

premesso che:

 

- con l’interrogazione n. 3101, si chiedeva l’avvio di una indagine ispettiva per verificare l’anomala situazione determinata dalla deliberazione della AUSL 3 di Catania n.924 del 12.4.99 con la quale si approvava la graduatoria generale per trasferimento relativa alle zone carenti di medicina generale per il 2° semestre 1996 e il1° semestre 1997;

- nella delibera, infatti, veniva incluso per la zona di Messina un medico incompatibile in quanto già titolare di incarico di medicina dei servizi presso l’AUSL DI Catania, quindi in un ambito territoriale di diversa Azienda;

- con nota GAB/1558 del 24.12.1999, l’Assessore per la sanità pro tempore aveva invitato il Gruppo 18°/1° DIR a relazionare sulla vicenda e nel contempo lo autorizzava ad avviare l’opportuna verifica ispettiva;

- a tutt’oggi, l’ispezione non è mai stata avviata, l’interrogazione n. 3101 non ha ricevuto risposta e la situazione di illegittimità in essa denunziata è rimasta inalterata;

 

per sapere:

 

- i motivi per i quali non è stata avviata l’ispezione, nonostante fosse stata già disposta con atto dell’Assessore e quali provvedimenti intende adottare in merito.

 

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N. 4318 - Notizie sull’esito dell’ispezione presso l’Ausl 3 di Catania, circa i trasferimenti di medici del servizio di medicina generale.

 

All’Assessore per i Lavori Pubblici,

premesso che:

- l’IACP di Catania versa da anni in una situazione che si presenta, sotto il profilo economico e gestionale, a dir poco disperata;

- attualmente l’IACP di Catania è un carrozzone indebitato fino al collo e non in grado di assolvere la propria funzione, che dovrebbe essere quella di coprire la domanda di alloggi per le fasce sociali più deboli; in realtà, l’istituto, in base ad una barbara filosofia edilizia largamente condivisa e applicata anche dagli altri Istituti dell’isola, ha prodotto una serie di quartieri dormitorio dove la bruttezza delle strutture e la mancanza di integrazione col resto della città costituiscono per i suoi abitanti la condanna all’emarginazione e un’istigazione alla delinquenza;

- anni di “disamministrazione” colpevole, clientelare e collusa, durante i quali lo scioglimento degli organi istituzionali ha prodotto solo un succedersi di commissari straordinari inani, hanno condotto allo scempio attuale, con la paralisi pressoché totale delle attività istituzionali, peraltro continuamente dirottate all’esterno anche per le attività di progettazione e direzione lavori, che ben potrebbero essere svolte da uffici appositamente esistenti all’interno dell’IACP;

- tutto ciò è dimostrato dai numerosi procedimenti giudiziari e contabili intrapresi negli anni passati e che hanno portato a provvedimenti clamorosi

- nel marzo del 1996, la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia dell’ARS ha presentato la relazione conclusiva dell’indagine svolta sull’Istituto, nella quale, oltre a conteggiare un debito complessivo oscillante tra i 750 e gli 800 miliardi di lire, si denunciava lo stato comatoso dell’ente, la sensibilità ad interessi politici di parte dei vertici e la logica affaristica e clientelare della gestione, chiedendo misure rigorose per il ripristino della legalità e addirittura la sollecita liquidazione del patrimonio immobiliare; nulla di tutto ciò è stato mai fatto e il grido d’allarme della Commissione è caduto nel vuoto;

- anzi, sin dal 1986 l’ente non ha approvato i bilanci consuntivi e ha dato di recente mandato ad una società multinazionale, la Deloitte Consulting, di redigere i documenti contabili, mentre l’esposizione debitoria ha continuato la sua ascesa vertiginosa;

- oltre un anno fa, l’Assessorato ai lavori pubblici ha avviato un’ispezione presso l’IACP di Catania i cui esiti continuano inspiegabilmente a rimanere sconosciuti, né, d’altro canto, si ha notizia di provvedimenti adottati in conseguenza;

- tale stato di cose, ormai ampiamente qualificabile come “sfascio”, non può più essere tollerato e ciò vale per tutti gli IACP dell’isola;

 

per sapere:

 

- se non ritiene di dovere rendere pubblici gli esiti dell’ispezione condotta presso l’Iacp di Catania e adottare al più presto i provvedimenti che si rendano necessari;

- se non ritenga ormai inderogabile la necessità di procedere allo scioglimento di tali enti e alla messa in liquidazione del loro patrimonio.

 

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N. 4319 - Ispezione presso il comune di Acireale circa i fatti denunciati nella relazione annuale del Difensore civico.

 

Al Presidente della Regione e all’Assessore per gli Enti Locali,

premesso che:

 

- il Difensore civico del Comune di Acireale ha presentato al Consiglio comunale la relazione annuale sull’attività svolta dal proprio Ufficio nel periodo compreso fra settembre 1999 e ottobre 2000;

- dalla relazione emerge un quadro costellato di carenze e disfunzioni in tutti i settori della vita amministrativa del Comune che “affondano le loro radici in generalizzati problemi organizzativi e di gestione” tanto che “è davvero difficile individuare settori, ambiti, aree in cui si possa parlare di buon funzionamento dell’Ente, di raggiungimento di obiettivi, di erogazione di servizi adeguati”;

- la causa prima cui il Difensore civico fa risalire tale stato di cose è l’accentramento di poteri in capo a pochi dirigenti che assommano, grazie ai cosiddetti “incarichi a scavalco”, svariate funzioni spesso incompatibili tra di loro, come nel caso del Dirigente Capo settore affari generali che è anche componente del Nucleo di Valutazione in assenza del Segretario generale;

- in primo luogo, particolare menzione meritano operazioni economiche che il Difensore civico definisce “inopportune e discutibili”, una delle quali riguarda la convenzione con la Banca Popolare S. Venera, cui è stato affidato il servizio di riscossione del canone dell’acqua a fronte di un compenso di 50 milioni di lire; in realtà tale servizio non si è mai svolto regolarmente se è vero che al 31.12.1999 il Comune doveva ancora riscuotere proventi per circa 17 miliardi;

- analoga la vicenda relativa alla realizzazione della linea di macellazione dei suini presso il mattatoio comunale definita “urgente” dal responsabile del Macello ai fini del riequilibrio tra costi e ricavi del servizio e che è costata 61 milioni di lire: tre mesi dopo il provvedimento, lo stesso funzionario metteva per iscritto che il mattatoio produceva una perdita di quasi 250 milioni all’anno, e dunque nessun riequilibrio finanziario era stato raggiunto dall’urgente realizzazione della linea di abbattimento dei suini;

- il risultato di tale gestione è contenuto nella delibera del Commissario straordinario n. 52/2000 con la quale si accertano circa 26 miliardi di debiti fuori bilancio;

- peraltro, le modalità di erogazione di contributi in favore di enti ed associazioni hanno spesso disatteso le prescrizioni dettate dal regolamento approvato dal Consiglio comunale; in alcuni casi, addirittura, è mancata la relazione illustrativa della manifestazione patrocinata e la determinazione dell’ammontare massimo del contributo;

- l’ufficio del Difensore civico ha, poi, monitorato la situazione dei fitti attivi e passivi , riscontrando un disequilibrio notevole tra i fitti pagati (oltre 1 miliardo) e quelli riscossi (circa 77 milioni), mentre vari immobili di proprietà comunale rimangono inutilizzati oppure nella disponibilità di privati privi di alcun titolo;

- altre gravi disfunzioni riguardano tutta l’area dei lavori pubblici, in particolare la manutenzione delle scuole, il verde pubblico, i servizi strade e acquedotto, la pubblica illuminazione; per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, appaltato ad una ditta privata, manca la possibilità di un controllo effettivo sul rispetto degli obblighi contrattuali per carenza di personale, mentre si registrano “sacche di evasione” della tassa in alcune zone della città;

- un’analisi a parte merita il capitolo delle opere incompiute a cominciare dal Palazzetto dello sport: il direttore dei lavori per ben sette anni aveva omesso di presentare il conto finale dei lavori senza che il Settore dei lavori pubblici avesse mai adottato alcun provvedimento; solo dopo l’intervento del difensore civico si è potuto procedere al collaudo delle opere, cui seguirà la presa di possesso dell’immobile;

- è da notare, in conclusione, come tutti gli interventi del difensore volti a sollecitare la risoluzione di problematiche e diretti ai vari responsabili dei servizi interessati, siano stati normalmente accolti con grande indifferenza e con riscontri solo dopo numerosi solleciti;

 

per sapere:

- se intendono avviare una indagine ispettiva per accertare i fatti denunciati dal Difensore civico, che sono tuttora attuali.