INTERPELLANZE

Le interpellanze riportate in grassetto, sono state presentate direttamente dai deputati del Gruppo comunista, dove risultano come primi firmatari, e qui di seguito sono riprodotte integralmente, mentre quelle in corsivo sono interpellanze presentate da deputati di altri gruppi parlamentari e dove i parlamentari regionali del PdCI sono cofirmatari. Per quest’ultime è riprodotta solo l’intestazione.

 

 N. 70 – Intervento al fine di accertare l’intenzione del Governo, già manifestatasi, di favorire tutti gli interventi di riqualificazione urbana, nel comune di Gela.

 N. 84 – Avvio di apposita indagine al fine di accertare un eventuale utilizzo come deposito nucleare della misura dimessa di Pasquasia.

 N. 193 – Misure urgenti in favore delle popolazioni e del tessuto produttivo del comune di Niscemi (CL) colpito dalla frana di domenica 12 ottobre 1997.

 N. 332 – Misure per impedire la realizzazione delle demolizioni e lo stravolgimento del tessuto urbanistico della città di Caltanissetta.

 N. 336 – Interventi urgenti per la tutela, gestione e fruizione della riserva naturale orientata “Lago Soprano”, sita nella provincia di Caltanissetta, presso il comune di Serradifalco.

 N. 346 – Ispezione presso il consorzio siciliano di riabilitazione (CSR) di Catania.

 N. 348 – Notizie in merito alle assunzioni nominative a tempo indeterminato presso enti di formazione professionale di cui alla legge n. 24 del 1976.

 N. 349 – Opportuni provvedimenti in materia di prestazioni specialistiche ambulatori.

 N. 350 – Revoca del decreto di nomina di un commissario ad acta presso il Comune di Catania in merito al contenzioso con l’associazione “Villa Regina” di Sant’Agata Li Battiati (CT).

 N. 359 – Provvedimenti in merito alla gestione dell’Amministrazione comunale di Raddusa (CT).

 N. 409 – Modalità per l’avvio di un’ispezione urgente presso il comune di Capizzi (ME).

 N. 428 – Interventi urgenti a favore dei lavoratori dell’Eni, Divisione Agip, del distretto di Gela.

 N. 447 – Provvedimenti in merito alla nomina a Commissario straordinario del Comune di Palermo, del dottor Guglielmo Serio.

 N. 450 – Rilevamento dell’inquinamento elettromagnetico presso Palazzo dei Normanni.

 

 

 N. 70 – Intervento al fine di accertare l’intenzione del Governo, già manifestatasi, di favorire tutti gli interventi di riqualificazione urbana, nel comune di Gela.

 

 

Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
 lavori pubblici:
 
 Considerato che:
 
 - nonostante il Comune di Gela abbia presentato
 domanda, al fine di usufruire della ripartizione dei
 fondi negli ambiti comunali per il programma di
 edilizia pubblica (quadriennio 1992/1995),
 l'Assessorato dei lavori pubblici ha predisposto un
 piano di riparto che, a fronte di un programma
 d'interventi per 83 miliardi, concede un finanziamento
 di appena 6,5 mld;
 
 - il Presidente della Regione, in occasione della sua
 recentissima visita di solidarietà alla città, colpita
 dall'alluvione del 9 dicembre, aveva espresso la
 volontà politica della Giunta di Governo di favorire
 tutti gli interventi di riqualificazione urbana;
 
 - nel protocollo sottoscritto, il 31 luglio, presso
 la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Governo
 della Regione si era impegnato a contribuire 'al
 processo complessivo di riqualificazione del tessuto
 urbano attraverso la messa a disposizione dei fondi
 relativi al programma di edilizia residenziale
 pubblica';
 per sapere

 

 - quali intendimenti il Governo vuole
 concretamente mettere in atto per rispettare gli
 impegni assunti, considerata la drammatica condizione
 economico-sociale e civile in cui versa la città di
 Gela.

 

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N. 84 – Avvio di apposita indagine al fine di accertare un eventuale utilizzo come deposito nucleare della misura dimessa di Pasquasia.

 

Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
 territorio e l'ambiente, all'Assessore per la sanità e
 all'Assessore per l'industria, premesso che:
 
 - nel 1984 l'Enea avviò a Pasquasia uno studio
 geologico, geochimico e microbiologico sulla formazione
 argillosa e sulla sua resistenza alle altissime
 temperature generate dalle scorie nucleari attraverso
 la costruzione di una galleria profonda 50 metri
 successivamente chiusa con dei cancelli;
 
 - uno studio epidemiologico, effettuato nella
 provincia di Enna, con particolare riferimento al
 territorio di Pietraperzia e Barrafranca, ha rilevato
 un inquietante incremento di tumori, carcinomi e
 sclerosi a placche già a partire dai primi anni
 novanta, con un aumento dell'incidenza quantificabile
 attorno al 20% nel solo biennio '95-'96;
 
 - tale studio rileverebbe un eventuale utilizzo della
 miniera di Pasquasia come deposito di scorie
 radioattive ancor prima della sua dismissione, avvenuta
 nel luglio del 1992, quando l'attività di estrazione e
 lavorazione dei sali potassici e del salgemma veniva
 svolta dalla società 'Italkali';
 
 - dopo il 1992, il Corpo regionale delle miniere ha
 interrotto l'attività di vigilanza e di manutenzione
 degli impianti e la Regione ha affidato il controllo
 degli accessi alle miniere a quattro società di
 sicurezza privata attualmente rimosse dall'incarico;
 
 - durante la notte sarebbe stato notato il passaggio
 di mezzi pesanti, con targhe straniere, nella statale
 fra Enna bassa e Caltanissetta e che ciò rafforzerebbe
 l'ipotesi che la Sicilia potrebbe essere crocevia di un
 traffico internazionale di rifiuti tossici gestito
 dall'Ecomafia;
 
 - la Procura della Repubblica di Caltanissetta con
 l'aiuto della Direzione nazionale Antimafia, ha avviato
 un'indagine con verifiche fino a mille metri di
 profondità per rilevare la presenza di radioattività;
 
 considerato che in data 29 settembre 1996 è stata
 presentata un'interrogazione parlamentare concernente
 l'opportunità di un intervento urgente per verificare
 se nelle cave di tufo esistenti nel triangolo
 Castelvetrano - Mazara del Vallo - Marsala siano
 sepolte scorie radioattive;
 
 per conoscere:
 
 - se non ritengano opportuno avviare un'indagine per
 accertare l'eventuale utilizzo illegale della miniera
 di Pasquasia prima della chiusura degli impianti e
 l'eventuale responsabilità della società 'Italkali';
 
 - se non ritengano opportuno accertare il rapporto
 diretto che potrebbe sussistere tra la dismissione
 dell'impianto e il suo utilizzo come deposito di scorie
 radioattive e le eventuali responsabilità dell'Ente
 minerario siciliano e del Corpo regionale delle
 miniere;
 
 - se non ritengano opportuno accertare l'effettivo
 ruolo di vigilanza svolto dalle quattro società di
 sicurezza privata, incaricate dalla Regione dopo la
 dismissione della miniera, in rapporto agli inquietanti
 movimenti di camion nei pressi dell'impianto;
 
 - se il Governo non ritenga necessaria un'indagine
 complessiva sull'utilizzo delle cave e delle miniere
 dismesse e abbandonate per le quali più volte e da più
 parti è stato, anche con atti parlamentari, ipotizzato
 un utilizzo illecito che vedrebbe coinvolta Cosa
 Nostra.

 

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N. 193 – Misure urgenti in favore delle popolazioni e del tessuto produttivo del comune di Niscemi (CL) colpito dalla frana di domenica 12 ottobre 1997.

 

Al Presidente della Regione, premesso che:
 
 - il giorno 12 ottobre 1997 il comune di Niscemi è
 stato colpito da una frana che ha arrecato ingenti
 danni agli insediamenti produttivi, agricoli,
 commerciali e residenziali, nonché alle reti viarie
 cittadine e di collegamento intercomunale e ai
 monumenti;
 
 - a causa dell'evento, circa 1.200 persone sono
 rimaste senza casa;
 
 ritenuto che per l'entità dei danni, l'evento rientra
 nel novero delle calamità naturali;
 
 per conoscere:
 
 - se il Governo regionale riconosca lo stato di
 calamità naturale e intenda attivarsi nei confronti del
 Governo nazionale perché anche questo riconosca lo
 stato di calamità naturale per le zone colpite dalla
 frana;
 
 - se il Governo regionale intenda attivarsi
 tempestivamente per verificare l'entità dei danni e
 predisporre un piano di intervento che ripristini le
 reti viarie e istituisca un fondo straordinario per la
 ricostruzione della zona colpita dall'evento
 calamitoso.
 
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N. 332 – Misure per impedire la realizzazione delle demolizioni e lo stravolgimento del tessuto urbanistico della città di Caltanissetta.

 
Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
 beni culturali ed ambientali e la pubblica istruzione,
 premesso che:
 
 - il 18 marzo 1996, il Consiglio comunale di
 Caltanissetta ha individuato nei quartieri Santa
 Venera, Angeli e Provvidenza tre aree destinate a
 edilizia popolare;
 
 - per il quartiere Provvidenza è stato recentemente
 presentato un piano particolareggiato, a firma Fausto
 Provenzano, Gioacchino Lo Re, Alberto Vaccaro, Giuseppe
 Trombino e Ugo Rosa;
 
 considerato che:
 
 - l'impianto urbanistico del quartiere Provvidenza
 risale alla seconda metà del XVI secolo e mantiene
 sostanzialmente intatte le proprie caratteristiche
 essenziali, sia nel reticolo viario che nelle emergenze
 architettoniche;
 
 - il predetto Piano particolareggiato prevede la
 demolizione e la ricostruzione di una vasta porzione
 del quartiere Provvidenza, sia al fine di costruire
 nuove abitazioni da adibire a case popolari, sia per
 l'apertura di un parcheggio e di una grande rampa di
 accesso alla chiesa della Provvidenza;
 
 - in tal modo, la fisionomia originaria dell'intero
 quartiere verrà stravolta, determinando la perdita di
 una importante documentazione della memoria storica
 urbanistica della città;
 
 - la soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di
 Caltanissetta, sezione beni paesistici, architettonici
 e urbanistici, in data 1 agosto 1997, ha espresso
 parere favorevole alla realizzazione del piano
 particolareggiato;
 
 per conoscere quali provvedimenti l'Assessore intenda
 assumere per una migliore conoscenza dei fatti, e ove
 risultino fondate le preoccupazioni precedentemente
 espresse, per impedire la realizzazione delle
 demolizioni e lo stravolgimento del tessuto urbanistico
 di Caltanissetta.

 

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N. 336 – Interventi urgenti per la tutela, gestione e fruizione della riserva naturale orientata “Lago Soprano”, sita nella provincia di Caltanissetta, presso il comune di Serradifalco.

 

Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
 territorio e l'ambiente, premesso che:
 
 - nel 1991 è stato elaborato il Piano regionale delle
 aree protette, che prevedeva l'istituzione di ben 98
 riserve naturali nella Regione siciliana;
 
 - la riserva naturale 'Lago soprano' di Serradifalco
 si trova nella situazione di aver avuto approvato
 recentemente il regolamento, recante le modalità e i
 divieti, da parte del Consiglio regionale protezione
 patrimonio naturale;
 
 - dopo diciassette anni dall'istituzione della legge
 regionale sulle aree protette e dopo sei anni
 dall'elaborazione, non sono state assegnate tutte le 98
 riserve naturali individuate dal piano regionale;
 
 considerato che:
 
 - 'Lago soprano' di Serradifalco rappresenta un
 patrimonio naturale della popolazione e in quanto tale
 va tutelato, gestito e usufruito;
 
 - la Provincia regionale di Caltanissetta, ente
 individuato dall'apposita commissione dell'Assemblea
 regionale siciliana, è già nelle condizioni di poter
 gestire la riserva naturale orientata 'Lago soprano' di
 Serradifalco;
 
 - il grave ritardo impedisce, in una realtà depressa
 come quella di Caltanissetta, di sfruttare le numerose
 opportunità di finanziamento dell'Unione Europea che
 certamente apporterebbero un indotto al settore
 agrituristico, nell'artigianato e nei servizi;
 
 per conoscere:
 
 - se si intenda accelerare l'iter per la definitiva
 firma dei decreti di affidamento delle riserve naturali
 non ancora assegnate;
 
 - se si intenda, in tempi brevi, impartire le
 necessarie direttive agli uffici dell'Assessorato per
 snellire l'iter burocratico idoneo a predisporre gli
 atti della riserva naturale orientata 'Lago soprano'
 per la firma della convenzione tra la Regione siciliana
 e la Provincia regionale di Caltanissetta.

 

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N. 346 – Ispezione presso il consorzio siciliano di riabilitazione (CSR) di Catania.

 

 

All'Assessore per la sanità, premesso che:
 
 
 - il Consorzio siciliano di riabilitazione di Catania
 è una società consortile a responsabilità limitata che
 raggruppa le sezioni AIAS di Catania e Caltagirone e
 gestisce in convenzione con le AAUUSSLL ed i Comuni
 l'assistenza agli spastici e ai disabili;
 
 - presso il Consorzio e sotto la presidenza dell'ing.
 Lo Trovato, avvengono da tempo fatti molto gravi in
 ordine alla gestione dei rapporti con i dipendenti;
 
 - innanzi tutto, l'applicazione dei contratti
 collettivi di lavoro è alquanto confusa: ad alcuni
 dipendenti è applicato quello della sanità, mentre per
 altri vige quello dell'AIAS; ciò testimonia, oltre che
 disparità di trattamento, la totale mancanza di
 chiarezza nei rapporti coi personale;
 
 - di recente un autista ha chiesto e ottenuto dal
 Pretore del lavoro il riconoscimento della qualifica
 superiore di capo degli autisti: il Tribunale ha
 confermato la pronuncia e attualmente pende ricorso in
 Cassazione;
 
 - da tale vicenda è derivata una smodata reazione
 da parte della Presidenza, volta a colpire tutti coloro
 che in qualche modo hanno supportato la richiesta
 dell'autista; otto lavoratori addetti al servizio dei
 trasporti sono stati licenziati; successivamente la
 CORESI-AIAS, un comitato di sezioni AIAS siti in un
 edificio che si trova nella disponibilità dell'ing. Lo
 Trovato, ha inviato loro una proposta di assunzione a
 condizioni economiche e giuridiche molto inferiori a
 quelle godute presso il CSR: nonostante ciò, i
 lavoratori sono stati costretti ad accettare per
 evitare la disoccupazione;
 
 - peraltro, la presidenza del CSR, piuttosto che dare
 esecuzione alle due sentenze che hanno sancito il
 diritto dell'autista alla qualifica superiore, ha
 avviato la procedura della mobilità con la palese
 finalità di cacciare il lavoratore;
 
 - a causa di tutto ciò, attualmente, il servizio di
 trasporto dei disabili è molto carente e, quasi del
 tutto dismesso, con gravi disservizi per gli assistiti,
 e ciò senza che ci sia stato alcun intervento da parte
 delle pubbliche autorità competenti; la CORESI-AIAS,
 che ha assunto gli otto autisti licenziati dal CSR, non
 può gestire il trasporto degli assistiti in quanto non
 convenzionata con i Comuni né, d'altro canto, dispone
 dei mezzi e delle garanzie necessarie per effettuare il
 servizio: ciò conferma i dubbi circa il significato
 dell'assunzione degli autisti, che appare come un vero
 e proprio atto di ritorsione;
 
 - allo stato, pare che il trasporto sia effettuato
 con mezzi più piccoli e che non consentono un trasporto
 adeguato e sicuro alle esigenze degli assistiti colpiti
 da gravi anomalie;
 
 - tale vicenda è estremamente grave e palesa un
 fatto assolutamente sconcertante e cioè che di tutto
 ciò nessuno risponde giuridicamente: il CSR è un ente
 'no profit' che ha, però, veste giuridica simile ad
 un'impresa che, se da un lato consente di instaurare
 rapporti con enti pubblici che erogano ingenti somme,
 al tempo stesso sottrae l'uso di tali somme a
 qualsivoglia controllo di tipo amministrativo;
 
 - in sostanza gli amministratori del CSR gestiscono
 le rette che i Comuni e le AAUUSSLL versano per
 l'assistenza agli utenti e ciò consente loro di
 chiudere bilanci sempre in attivo con possibilità di
 spendere somme per convegni (ultimo episodio, un
 convegno alla 'Perla Ionica' per la modica cifra di 1
 miliardo di lire), professionisti ecc., senza
 risponderne in prima persona;
 
 - ciò ha trasformato il CSR di Catania in una sorta
 di zona franca, nella quale i vertici godono di un
 potere non sindacabile dal settore pubblico, e che
 consente loro di gestire in modo arrogante i rapporti
 con i dipendenti, nonché di controllare, attraverso il
 collegamento con alcuni personaggi politici, una larga
 fetta di affari commerciali e di rapporti con enti
 pubblici;
 
 - quel che è peggio, è che tutto ciò avviene 'sulla
 pelle' degli assistiti, ostaggio di una gestione della
 riabilitazione che in Sicilia rimane appannaggio dei
 privati, professionisti o associazioni quali le AIAS,
 mentre nelle altre Regioni tale settore è da tempo
 passato alla gestione diretta dei Servizio Sanitario
 Nazionale;
 
 per conoscere se non ritenga opportuno disporre
 un'indagine ispettiva per fare chiarezza sull'intera
 gestione dei CSR, a garanzia dei diritti dei lavoratori
 e degli utenti, e per impedire il perpetuarsi di
 situazioni di potere del tutto estranee alle finalità
 di pubblico interesse.

 

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N. 359 – Provvedimenti in merito allaq gestione dell’Amministrazione comunale di Raddusa (CT).

 

All'Assessore per gli enti locali, premesso che:
 
 - il Sindaco di Raddusa (CT), Giovanni Allegra
 governa la città da quasi due anni nel più totale
 disprezzo delle norme di legge che regolano la vita
 istituzionale dell'ente;
 
 - l'elenco delle irregolarità inizia con la delibera
 con la quale il Sindaco ha raddoppiato la propria
 indennità di carica facendo riferimento ad una sentenza
 del TAR del Lazio a lui inapplicabile, sia perché gli
 manca il requisito dell'essere libero professionista,
 sia perché egli è presente solo alcuni giorni della
 settimana;
 
 - con numerose ordinanze sindacali sono stati
 autorizzati lavori di somma urgenza, in totale assenza
 dei presupposti, e con procedure irregolari;
 
 - con delibera sindacale sono state quasi raddoppiate
 le tariffe dei tributi, sebbene la competenza spetti al
 Consiglio comunale che è chiamato a deliberare prima
 dell'approvazione del bilancio di previsione; invece,
 per l'anno 1998, il Consiglio ha appreso dell'aumento
 delle tariffe soltanto parecchi mesi dopo
 l'approvazione del bilancio;
 
 - altro incredibile capitolo riguarda la mancata
 registrazione delle dimissioni di due assessori
 comunali: il Sindaco, infatti, le ha comunicate solo
 dopo tempo, poi ha proceduto alla sostituzione senza
 mai ufficializzare gli atti; secondo le vigenti norme
 di legge, le dimissioni di un assessore hanno effetto
 immediato e sono irrevocabili: invece, dopo la
 presentazione delle stesse, un assessore ha convocato
 la Commissione edilizia e l'altro ha partecipato alle
 sedute della Giunta municipale fino a quando non è
 stato sostituito;
 
 - ai sensi dell'art. 7 della l.r. n. 7 del 1992, il
 Sindaco è tenuto a presentare al Consiglio la relazione
 semestrale sull'attività svolta al fine di consentire
 la verifica sullo stato di attuazione del programma;
 
 - in quasi due anni, il Sindaco Allegra ha presentato
 solo due relazioni e sempre con notevole ritardo
 rispetto alle scadenze; è stata del tutto omessa la
 relazione sull'attività svolta dagli esperti nominati
 dal Sindaco;
 
 - sin dal suo insediamento, il Sindaco ha operato una
 rivoluzione nell'apparato burocratico che ha provocato
 confusione e inefficienza; infatti, i due più
 importanti uffici comunali, la Ragioneria e l'Ufficio
 tecnico, sono retti rispettivamente da un ragioniere a
 scavalco e da un dirigente esterno incaricato dal
 Sindaco con propria determinazione;
 
 - in tal modo, il ragioniere è presente al Comune
 solo alcuni giorni alla settimana e ciò rallenta
 notevolmente il lavoro, mentre per la nomina del
 responsabile dell'Ufficio tecnico la procedura seguita
 è del tutto irregolare e soprattutto è immotivato il
 ricorso ad un professionista esterno; infatti,
 l'ufficio in questione non risulta privo di personale
 qualificato e d'altro canto la nomina non poteva essere
 fatta perché l'Ente non ha provveduto all'approvazione
 del Regolamento per il funzionamento degli uffici e dei
 servizi;
 
 - l'effetto principale di tali scelte ha procurato
 l'annullamento del bilancio di previsione per il 1998
 da parte del CO.RE.CO. a causa del mancato
 aggiornamento del Piano triennale delle opere
 pubbliche, adempimento che l'Ufficio tecnico avrebbe
 dovuto segnalare al Presidente del Consiglio comunale;
 
 - in numerose occasioni il Sindaco ha incaricato
 ditte per l'esecuzione di lavori o per la fornitura di
 servizi senza la deliberazione di trattativa privata e
 l'assunzione dell'impegno di spesa: i relativi atti di
 norma vengono adottati solo dopo la completa esecuzione
 dei lavori;
 
 - numerose sono le delibere adottate a bilancio
 annullato per opere che non rappresentano assolvimenti
 necessari per evitare danni certi all'Ente;
 
 - in questo marasma amministrativo, viene pure reso
 difficoltoso ai consiglieri comunali l'esercizio del
 loro mandato, poiché vengono frapposti infiniti
 ostacoli all'accesso ai documenti di interesse
 comunale;
 
 - infine, numerose e ingiustificate missioni del
 Sindaco, degli Assessori e del personale direttivo
 dell'Ente si sono susseguite senza alcun controllo;
 
 - tale somma di irregolarità, inadempienze e
 inefficienze sta arrecando grave danno alla
 cittadinanza, gestita dal Sindaco alla stregua di un
 affare privato e con l'esclusiva finalità di preservare
 il proprio potere 'in barba' a leggi e regolamenti;
 
 per conoscere se intenda avviare la procedura per la
 rimozione del Sindaco ai sensi della l.r. n. 49 del
 1991 per gravi e persistenti violazioni di legge.
 

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N. 409 – Modalità per l’avvio di un’ispezione urgente presso il comune di Capizzi (ME).

 
 Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
 enti locali, premesso che:
 
 - con l'interrogazione n. 3923 del 20.7.2000, questo
 Gruppo parlamentare ha denunciato l'illegittima
 procedura adottata dal commissario ad acta del Comune
 di Capizzi (ME) per l'approvazione del bilancio di
 previsione per l'anno 2000;
 
 - il CORECO regionale, anche in virtù dei rilievi
 formulati nell'atto ispettivo, ha disposto
 l'annullamento della delibera di approvazione del
 bilancio di previsione 2000;
 
 - la Procura della Repubblica di Enna, sulla scorta
 dell'esposto presentato da deputati del Gruppo
 parlamentare comunista, ha aperto un'inchiesta;
 
 per conoscere se non ritengano di dover disporre con
 urgenza l'avvio di una ispezione presso il Comune di
 Capizzi.

 

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N. 428 – Interventi urgenti a favore dei lavoratori dell’Eni, Divisione Agip, del distretto di Gela.

 

 

Al Presidente della Regione e all'Assessore per
 l'industria, premesso che:
 
 - l'Eni divisione Agip quest'anno produrrà utili per
 12.000 miliardi di lire;
 
 - buona parte di questi 12.000 miliardi di lire
 saranno utilizzati per acquisire centrali elettriche
 dell'Enel;
 
 - in questo modo saranno utilizzati ingenti capitali
 necessari per il riammodernamento delle stesse centrali
 elettriche;
 
 considerato che:
 
 - il Piano industriale Eni, frutto di una politica
 finanziaria di ripianamento dei passivi dello stesso
 Gruppo, rischia di smembrare la Divisione Agip
 attraverso cessioni e processi di terziarizzazione;
 
 - tali processi che vanno a smembrare rami importanti
 dell'azienda Agip s.p.a., colpiranno anche i
 dipendenti ed in particolare i lavoratori
 specializzati, per i quali negli ultimi anni si sono
 investite molteplici risorse;
 
 per conoscere:
 
 - quali iniziative intendano assumere nei riguardi
 dell'Eni che oggi, appellandosi alle logiche del
 mercato azionistico globale, sceglie di operare
 ingiusti tagli sul costo rappresentato dal personale
 del distretto di Gela;
 
 - quale scelta politica il Governo regionale intenda
 operare in merito all'interesse dei gruppi petroliferi
 internazionali, tra i quali l'Agip s.p.a.,
 all'acquisizione della SARCIS s.p.a., società che
 detiene le licenze di coltivazione ed estrazione degli
 idrocarburi per la Regione siciliana;
 
 - se non si ritenga opportuno che la Regione
 mantenga le quote di maggioranza della Sarcis s.p.a.,
 anche come strumento di condizionamento delle scelte
 del gruppo Eni in Sicilia.
 
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N. 450 – Rilevamento dell’inquinamento elettromagnetico presso Palazzo dei Normanni.

 

All'Assessore per la sanità e all'Assessore per i
 beni culturali ed ambientali e la pubblica istruzione,
 premesso che:
 
 - Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea regionale
 siciliana, è assediata dall'inquinamento
 elettromagnetico proveniente da installazioni di
 antenne, ripetitori e ponti radio;
 
 - tali installazioni sono state effettuate senza il
 dovuto coinvolgimento delle centinaia di lavoratori che
 ogni giorno affollano le sale del Palazzo e che non
 sono stati posti in condizioni di essere informati per
 tempo circa il rischio per la salute connesso alla
 presenza di tali apparecchiature;
 
 - alcuni uffici, in particolare, oltre a subire
 l'esposizione ai campi elettromagnetici provenienti
 dalla stazione radio di terra della TIM dotata di tre
 antenne per la copertura del segnale, sono sottoposti
 anche alle onde provenienti da cabine elettriche
 installate di recente e, pertanto, i lavoratori addetti
 a tali uffici sono esposti ad una dose supplementare di
 emissioni elettromagnetiche;
 
 - i rilievi effettuati dal Dipartimento di energia
 elettrica dell'Università di Palermo su richiesta
 dell'Amministrazione dell'ARS non hanno ancora condotto
 ad un risultato certo e, pertanto, non è tuttora
 verificata la corrispondenza delle emissioni alle
 prescrizioni normative a tutela della salute;
 
 - la legge quadro recentemente approvata sulla
 protezione dalle esposizioni a campi elettromagnetici
 impone parametri molto severi cui anche le
 apparecchiature presenti nel Palazzo dei Normanni
 dovranno adeguarsi;
 
 per sapere se intendano effettuare un monitoraggio
 delle emissioni elettriche, magnetiche ed
 elettromagnetiche al fine di verificarne gli effetti
 sulla salute dei lavoratori, dei cittadini e dei beni
 culturali presenti nell'edificio.